lunedì 12 maggio 2014

Recensione: “Un sorso di arsenico” di Adriana Assini

“Se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo”. Così cantava Fabrizio De André nella sua famosa canzone “Città Vecchia”. In apparenza questi versi sono perfetti per descrivere Giulia Tofana, la volitiva e audace protagonista del romanzo “Un sorso di arsenico” della bravissima Adriana Assini

In realtà le parole suddette possono risultare riduttive per un personaggio del genere; Giulia è una prostituta e avvelenatrice nella Palermo del Seicento. Nessuno resiste alla sua bellezza e, a dirla tutta, neppure al suo veleno fatale. Una strega dalle fattezze candide e pure come quelle di un giglio. In parte, perché neppure questa definizione è del tutto corretta. Giulia è, prima di tutto, una donna libera e, come tale, non etichettabile. 

Non una femminista ante litteram, perché già questo vorrebbe dire costringere il personaggio in una categoria non corrispondente né dal punto di vista storico, né da quello sociale. Non un’eroina, in quanto la sua mancanza di scrupoli è evidente e le sue azioni, in genere, quando non palesemente negative hanno solo una patina di vaga bontà. 

Allora un’antieroina? Neanche, perché la figura di donna indipendente si scontra col tempo in cui deve vivere, la costringe a sacrifici d’amore, a desiderare, tradendo la sua vera natura, una rispettabilità che il mondo le nega e che perfino lei non vuole. O, almeno, vorrebbe modellare tale rispettabilità su se stessa, in parte inconsapevole che la linfa di cui si nutre una certa società per esistere, inevitabilmente, cristallizza entro limiti circoscritti tutti quegli elementi (status, prestigio e così via) che ne rappresentano l’essenza. 

Giulia, direi, è una donna che ha imparato a sopravvivere. Non importa se in modo lecito o illecito. La sua non è una ribellione del tutto cosciente, ma istinto di sopravvivenza che, comunque, non la giustifica né la assolve. E’ proprio qui il punto: Giulia Tofana non è un personaggio con cui ci si può identificare del tutto. Sfugge perfino al lettore. Forse è una “vittima di questo mondo”, ma col tempo ha imparato a trarre insegnamenti da ogni tipo di svantaggio, fino a vivere l’ambivalenza di ruoli, vittima/carnefice. 

La sua libertà ha un costo altissimo, non conosce limiti e proprio questa, insieme al bisogno di sopravvivere, la porta a fuggire da Palermo, ad abbandonare il suo grande amore, Manfredi, per ritrovarsi nella Roma della Controriforma e tentare di ricostruirsi una vita. 

Giulia non sa, o forse non vuole accettare il fatto che il passato è parte dell’essere umano e che il veleno, oggetto malefico della sua “arte” è il simbolo dei giorni che lei crede (e spera) ormai lontani per sempre. Il veleno è, infatti, l’emblema della sua natura: in certi casi, se assunto in piccole dosi può curare o proteggere da altre sostanze dannose (questo in genere, rimanendo a un livello molto superficiale). 

Se assunto in dosi massicce o comunque errate può uccidere, spesso con dolore. Così è Giulia Tofana, la quale mostra un’apparenza di se stessa pronta a redimersi, piccole gocce della sua personalità che affiorano davanti agli occhi del lettore, quasi rassicurandolo, ma la sostanza intera del suo essere non è fatta solo di quelle gocce, è più torbida, intensa, da “usare con cautela” anzi, da “leggere e comprendere” come se si stessero studiando le proprietà di un medicinale pericoloso: la donna fiera e indipendente, in questo caso anche avvelenatrice. 

Le donne, in passato, erano considerate “veleno” pur senza essere giudicate streghe e, ampliando il discorso, qualcuno, ahimè, lo pensa anche oggi e senza scomodare la (per fortuna) tramontata Inquisizione. 

Dunque Giulia è un personaggio positivo o negativo? La sua libertà è buona o cattiva? Queste domande non possono avere una risposta assoluta ed è proprio questo il bello. La Assini, con una scrittura raffinata e semplice (termine che, ribadisco, non ha mai nulla a che vedere con “facile”), forgia con maestria l’animo di una donna inquieta, è vero, ma anche sfumata e complessa come siamo tutti nella nostra umana natura, al di là del mestiere che facciamo per vivere o degli scrupoli che condizionano o meno i nostri giorni. In realtà le domande sulla presunta bontà o malvagità della protagonista non hanno motivo di esistere. 

O meglio, non dovrebbero essere poste in modo così semplicistico. Non si tratta di assolvere o condannare, ma di spingersi più in là “nell’attraversare” questa figura che non chiede comprensione, né giudizio, bensì “ascolto”. 

In ciò sta la bellezza di questo personaggio, nell’incessante oscillazione tra bene e male che, talvolta, si fondono persino, spiazzando con un finale a sorpresa sostenuto da una narrazione compatta, vivace, diretta, di alto livello che non si perde in digressioni ma punta all’azione. Giulia Tofana si guarda nello specchio delle contraddizioni in cui vive e non può vedervi riflesso il suo amato, nobile e ricco Manfredi, così lontano da lei, bello e coraggioso ma pur sempre figlio del suo tempo, in cui le disparità sociali contano e l’amore si può confondere con la passione pur rimanendo un sentimento vero, reale e puro. Giulia può vedere, in quello specchio, solo il frate Nicodemo

Un personaggio, questo, che amo proprio per il suo modo di (soprav)vivere in precario equilibrio tra convinzioni personali e dogmi, cinismo e religione, fede e ragione, realtà e utopia. E’ una sorta di camaleonte, ha imparato a minare il “sistema” religioso dall’interno, a insinuare la sua personalità fra le crepe delle statue dei santi, tra gli spazi vuoti che neppure un Dio adorato, ma lontano dalle miserie del mondo, può colmare. 

Giulia è la personificazione di una Palermo libera, caotica ma, nello stesso tempo, anche di una Roma stupenda, di impareggiabile bellezza, ma imprigionata nella gabbia dorata della Chiesa, controllata a vista da una subdola carceriera, l’Inquisizione. 

“Un sorso di arsenico” è un romanzo imperdibile, in grado di offrire molti spunti di riflessione che hanno a che vedere con l’attualità (lo sguardo alle strategia politiche dell’epoca, ad esempio). 

E’ la storia di una donna coraggiosa ma non “buona”, piena di debolezze, con l’anima più incandescente del magma che si forma tra i recessi oscuri dell’Etna, ovvero dell’io che non solo pensa il male, ma arriva a compierlo pur tendendo al bene. 


Il Libro

Titolo: Un sorso di arsenico 

Autore: Adriana Assini 

Casa editrice: Scrittura & Scritture 

Pagine: 227 

Data di Pubblicazione: 2009 

Prezzo: 11,50 euro 








Trama 

“Venere plebea scolpita in marmo pario..., Giulia Tofana fa illecito commercio della sua bellezza come del suo ingegno e mette a punto la formula di un micidiale veleno confezionato in fiaschette che “con fierezza allinea sulla cassapanca”. Ma trafficare coi veleni non è facile e quando delle fiale non ne viene fatto un uso sapiente e le morti cominciano a diventare scomode, si apre la caccia alle streghe e Giulia lascia la natia Palermo, dominata dai viceré spagnoli e dalla peste, per trasferirsi nella Roma barocca di papa Urbano VIII, dove alla maestosità delle feste si alterna la ferocia delle esecuzioni in piazza. All'ombra del cupolone, la bella siciliana veste alla moda, impara a scrivere e con l'aiuto di fra Nicodemo, l'appoggio dello speziale Aniceto, la connivenza di nobili e porporati, incrementa i suoi traffici di morte. Divisa tra l'amore di due uomini, sempre in bilico tra la voglia di obbedire soltanto ai suoi istinti e il desiderio di diventare una rispettabile dama, inseguirà a lungo e senza remore i suoi sogni, sfidando le leggi della Santa Inquisizione con un insolito epilogo. 


 L’Autrice

Foto tratta dal sito: http://ilibridimorfeo.blogspot.it/
Alla domanda “la verità è in un sogno solo o in molti sogni?" Adriana Assini risponde “in molti sogni”, che alla fine ne fanno uno solo: aver vissuto intensamente il proprio tempo, in un mondo a colori, dove contino i sentimenti, si insegua il sapere, non manchino i viaggi. La scrittura: solido veliero che la porta dove vuole, attraverso mari e secoli, per raccontare ad altri tante vecchie storie osservate con occhi nuovi. Di conoscere il giorno esatto in cui Cesare conquistò la Gallia, ad Adriana Assini importa poco, le interessa invece sapere, per esempio, chi e quando ha trapiantato gli esotici tulipani nella nordica Olanda. A caccia di odori e sapori lontani, sulla scia di passioni perdute, gesta dimenticate, vite fuori dal comune, Adriana Assini guarda al passato per capire meglio il presente e con quel che vede ci costruisce un romanzo, una piccola finestra aperta sul mondo di ieri. Dipinge. Soltanto acquarelli. E anche quando scrive si ha l’impressione che dalla sua penna, oltre alle parole, escano le ocre rosse, gli azzurri oltremare, i luccicanti vermigli in cui intinge i suoi pennelli. 
(Tratto dal sito di “Scrittura & Scritture”) 


Per saperne di più 

La pagina del sito della casa editrice “Scrittura & Scritture” dedicata al romanzo.

Il sito web di Adriana Assini.

martedì 29 aprile 2014

Blogtour: "Tregua. Il Segreto" di Ilaria Goffredo


Tempo fa "Divine Ribelli" si è occupato del bellissimo romanzo di Ilaria Goffredo, "Tregua nell'Ambra"
Ora potete acquistarlo su Amazon (nuovo titolo "Tregua. Il Segreto" e, per l'occasione, sono contenta di ospitare la seconda tappa del blogtour dedicato a questa storia raccontata con stile ed eleganza. 
Lascio, dunque, la parola all'autrice Ilaria Goffredo che propone un approfondimento sulla violenza alle donne e, in particolare, sul matrimonio riparatore, di cui abbiamo parlato nell'articolo dedicato a Franca Viola


La violenza sulle donne protetta dalla legge 

Quante volte abbiamo sentito parlare di matrimonio riparatore? Sappiamo tutti di cosa si tratta e in verità accade ancora oggi, seppur in misura molto minore rispetto al passato. Quello che però molti non sanno è che fino a un passato molto recente, precisamente fino al 1981, esisteva una vera e propria legge sull’argomento, l’articolo 544 del codice penale. 

Essa - aprite bene le orecchie, anzi gli occhi - recitava: Per i delitti preveduti dal capo primo e dall'articolo 530, il matrimonio, che l'autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l'esecuzione e gli effetti penali. 

In sostanza, allorché un uomo commetteva, nei confronti di una donna nubile e illibata, stupro o violenza carnale, onde evitare il processo o al fine di far cessare la pena detentiva inflitta, poteva offrire alla ragazza il matrimonio riparatore facendo così cessare ogni effetto penale e sociale del suo delitto. Se la ragazza rifiutava la riparazione offerta subiva il disprezzo sociale e presumibilmente non si sarebbe più sposata (Fonte: Wikipedia). Lasciatemi citare a tal proposito un detto pugliese che dice: Cornuto e mazziato! 

Sarebbe l’equivalente di: Oltre al danno, la beffa. Immaginate dunque, se una decreto legislativo del genere era in vigore fino a trent’anni fa, come poteva essere la situazione per le donne degli anni Trenta-Quaranta. 

Non dimentichiamo tra l’altro che il fascismo promuoveva un forte ideale di sottomissione della donna: ella doveva essere quieta e remissiva e dedicare la propria esistenza al mantenimento della casa e all’allevamento dei figli. 

Elisa, la protagonista di TREGUA, vive ogni giorno sulla propria pelle questa situazione, per cui non sa comportarsi quando per la prima volta un uomo si dimostra premuroso e attento ai suoi sentimenti. Tra l’altro la ragazza è legata a qualcuno che vorrebbe cancellare della propria vita, mentre l’uomo che le presta attenzione nasconde un segreto pericoloso. 
Ilaria Goffredo


Trama 

Puglia, gennaio 1943. Elisa ha diciotto anni, è una ragazza semplice e vive con il padre Vito e il fratello maggiore Antonio. La sua vita è scandita da una monotonia triste e a volte spaventosa: razioni insufficienti, sottomissione agli uomini di casa, rappresaglie delle Camicie Nere e bombardamenti alleati.
Non sa cosa siano il mare, la libertà, l’amore, eppure la sua vita sta per cambiare. L’incontro con un uomo misterioso getterà ombre e dubbi sulle convinzioni della comunità del paese e su quelle di Elisa, sui suoi legami familiari.
Anche la ragazza però cela un segreto: esso potrebbe rappresentare la fine dell’unica speranza che si affaccia all’orizzonte. In un romanzo che ha il sapore di sole e calce, terra e pane nero, la vita rincorre e sfida gli orrori della dittatura e dei campi di concentramento, spera nelle attività antifasciste e incassa le perdite.
La storia di una ragazza che, costretta dalla guerra, dall’odio e dall’amore, diventa donna. Il ritratto di un’Italia che non c’è più. La coscienza degli eroi dimenticati che, con il loro contributo, hanno fatto grande la Storia. 


L’autrice

Nata nel 1987, Ilaria Goffredo vive in Puglia ed è laureata in scienze della formazione. Ha viaggiato in tutta Europa e lavorato in agenzie di viaggi e grandi villaggi turistici. Nel 2005 ha lavorato come volontaria in una scuola professionale di Malindi, in Kenya. Lì si è innamorata di quella terra meravigliosa e della sua gente straordinaria. È stata giurato ufficiale del concorso “Casa Sanremo Writers Edizione 2013”. Ha vinto diversi premi letterari per racconti e diari di viaggio. Gestisce un blog che tratta di arte, storia e letteratura. È ricercatrice indipendente. Con il romanzo TREGUA si è classificata finalista nel concorso nazionale ilmioesordio 2012. 


Per saperne di più

Il libro su Amazon a 0,99 € 


Email: ily4da@virgilio.it 


Le date del blogtour

Parole inglesi introdotte in Italia 
Blog: Ispirazione - Il blog di Ilaria Goffredo 27/04 

La violenza sulle donne protetta dalla legge 
Blog: Divine ribelli 29/04

I giochi di una volta 
Blog: Connie Furnari 05/05 

Campi di lavoro italiani 
Blog: La biblioteca di Eliza 12/05 

Antichi sapori: il pane fatto in casa 
Blog: Dietro la collina 19/05 

Abbigliamento in tempo di guerra 
Blog: Un’altalena di emozioni 26/05

L’accoglienza mediterranea 
Blog: La stanza rossa 02/06 

Manifestini: l’ironia contro il terrore 
Blog: Libri in pantofole http://librinpantofole.blogspot.it/ 09/06

sabato 29 marzo 2014

Anteprima: antologia “Sangue di Drago”

L’associazione culturale “I Doni delle Muse” ci invita a scoprire un universo magico, leggendario, di cui sono signori i draghi, da sempre simboli di distruzione o, al contrario, di prosperità a seconda della cultura che li rende protagonisti di storie senza tempo.

Il 31 marzo, infatti, verrà pubblicata l’antologia “Sangue di Drago”, che conterrà i racconti di diciannove tra autori e autrici affermati nel genere storico e fantastico. 

I draghi, creature affascinanti, amate e temute, stanno per rivivere nella nostra fantasia, grazie al genio di scrittori che hanno saputo ridestarli, viaggiando attraverso le nebbie di un passato lontano. 

 Il Libro 

Titolo: Sangue di Drago 

Autore: AA.VV. 

Editore: I Doni Delle Muse 

Pagine: 226 

Formato: cartaceo 

Prezzo: 12 euro 

Data di Pubblicazione: 31 marzo 2014 




Sinossi

Molte cose si narrano dei Draghi. I poeti cantano di come si siano formati tra le onde del mare infinito o nelle viscere roventi della terra, altri celebrano i loro occhi venefici, i loro cuori che recano potere e immortalità. Ma questo non è tutto. Tra l'oscurità dei tempi passati e la disillusione di mondi dove la magia non è altro che un lontano ricordo, si sviluppano le trame dei diciannove racconti di questa raccolta, selezionati tra le migliori voci del fantasy italiano, per restituirci nella sua complessità la figura di una delle creature fantastiche più amate di tutti i tempi.


I Racconti

"Il drago bianco" di Daniele Picciuti 

"Il canto delle balene-drago" di Alessandro Renna 

"Magia d'amore" di Fabiana Redivo 

"Calinen il cacciatore" di Guido Colombo 

"Rovesciato" di Marco Migliori 

"L'ultima luna dell'inverno" di Dario de Judicibus 

"Il drago della piana di Ares" di Lavinia Scolari 

"Ormserkr" di Marco Albé 

 "Drianna e il drago" di Alexia Bianchini 

"Senza macchia e senza paura" di Viviana Tenga 

"Io e il cavaliere" di Marco Bertoli 

"Un peccato antico" di Angelo Ficino 

"Tempo di guerra" di Alberto De Stefano 

"Il patto" di Elvio Ravasio 

"Scuola di cucina" di Marco Gavio de Rubeis 

"Come nasce una leggenda" di Alessandro Fusco

 "Codarda" di Anna Gili 

"Tutto così ebbe fine e tutto così ebbe inizio" di Angelo Berti 

 "L'ultimo dragoluce" di Demetrio Battaglia 


Per saperne di più

La pagina dedicata all'antologia sul sito dell’Associazione culturale e casa editrice “I Doni delle Muse”

venerdì 28 marzo 2014

Anteprima: “Doppelgänger” di Cristina Petrini e Valeria Cosentino

Esce il 31 marzo, edito da Genesis Publishing, questo romanzo in versione ebook che mescola amore, avventura, mistero e cronaca sullo sfondo di una cruenta Città del Messico. Protagoniste tre donne che devono scegliere tra la resa e la lotta, intrappolate in un sistema di omertà e connivenze.  

“Doppelgänger” è un prestito dal tedesco e contiene le parole “doppel”, cioè doppio e “gänger”, ovvero “che va”. 

Generalmente intende il sosia, o meglio la metà oscura di ognuno di noi, il doppio che, per paradosso, si trova di fronte al suo “originale”. Moltissimi sono gli studi di psicoanalisi e folklore sul “Doppelgänger” e le leggende a esso legate. 

Patologia, visione onirica e fantasia si legano, diventando quasi inscindibili. Non resta, dunque, che attendere l’uscita del libro di Cristina Petrini e Valeria Cosentino per leggere una storia che si preannuncia originale, ricca di colpi di scena e approfondire una tematica che ha molti risvolti in parte oscuri.


Il Libro

Titolo: Doppelgänger 

Autore: Cristina Petrini e Valeria Cosentino 

Casa editrice: Genesis Publishing 

Pagine: 300 

Prezzo: 3,90 euro 

Versione: ebook 

Data di pubblicazione: 31 marzo 2014 




Sinossi 

Nacha, giornalista alle prime armi presso una delle testate di spicco di Città del Messico, probabilmente avrebbe dovuto seguire il suo istinto e tirarsi indietro, quando la sua amica Esther le propone d’indagare sulla “Maledizione delle Doppelgänger” per lanciare le loro carriere... o forse no. Tra intrighi, violenze e tradimenti, Nacha entra in contatto con alcuni dei più oscuri segreti di tre fra le famiglie più importanti della città. Prova paura, rabbia, angoscia, ma riscopre anche se stessa e le sue origini; conosce l'amore vero, l'unico in grado di toglierle il respiro. Lei è la terza dopplegänger e, come Aimee ed Emma, presto si troverà faccia a faccia con la morte e dovrà scegliere tra due opzioni: arrendersi o combattere. Sceglierà la lotta. Poiché, sebbene il suo carnefice le sussurrerà che la menzogna si paga col sangue, lei capirà che l'unica cosa per la quale vale la pena sacrificarsi è solo la verità. 


Le Autrici

Il sogno di Cristina, ventiquattrenne milanese, è quello di scrivere. Non da sempre però. Fino alle scuole superiori covava un’avversione come poche; tuttavia, come qualsiasi cosa che si odia, è divenuta oggetto di amore puro. Quando iniziò a capire che scrivere stava diventando importante – tanto da voler farlo diventare più di un hobby – ha cercato disperatamente di collocarsi in uno stile o di assomigliare a un autore, ma senza un vero successo. Nonostante ciò, le influenze maggiori le derivano dalla famosissima autrice J.K. Rowling e da una sua caratteristica ben precisa: i dettagli. La passione più grande di Valeria, ventiduenne napoletana, è sempre stata la lettura. Non ha un genere preferito, ma le librerie di casa sono stracolme di racconti, thriller e classici. La passione per la scrittura è nata come conseguenza. Non ha mai cercato d’inserirsi in un genere preciso o di chiedersi quale autore o autrice l’abbia influenzata. Il suo stile è molto “visivo” e d’impatto. Più che sulle lunghe descrizioni, le piace soffermarsi sulle azioni dei personaggi e ciò che vi si cela dietro. È a questo punto che s’incontrano passioni comuni e stili antitetici, che fanno di Cristina Petrini e Valeria Cosentino un binomio inscindibile. 


Per saperne di più 

La scheda del libro con il booktrailer. 

La pagina Fb del blogtour.


Le tappe del blogtour:

1° tappa, 7 marzo: "The Bookworms" - Doppelgänger Mistery  

2° tappa, 14 marzo: "Le Passioni di Brully" - Invite You  

3° tappa, 21 marzo: "La Biblioteca di Eliza" - Party Time  

4° tappa, 28 marzo"Genesis Publishing Blog" - Irreparable

Nuovi Post

Dopo una lunga pausa, dovuta a motivi di studio e di lavoro, il blog "Divine Ribelli" torna attivo. 
La vita e gli impegni mi hanno portato via per un po', tra specializzazione, scrittura di romanzi e racconti, ma il blog non si è mai davvero fermato: l'entusiasmo, la ricerca e le letture sulla storia delle Donne sono sempre gli stessi e, da oggi, i frutti del lavoro tornano in questo spazio. 
Grazie.

mercoledì 20 novembre 2013

Anteprima di “Matriarché. Il Principio Materno per una Società Egualitaria e Solidale”.

Un volume come “Matriarché” non poteva assolutamente mancare sul blog. Si tratta di una nuova analisi sulle antiche società matriarcali e matrilineari, un tema molto discusso e che vanta una letteratura di tutto rispetto, basti pensare agli studi di Marja Gimbutas o Robert Graves, solo per citarne alcuni.

Un mondo amministrato dalle donne, ma privo della prevaricazione tra generi, in cui non esiste l’elemento dominante e nemmeno, per logica conseguenza, l’elemento sottoposto al dominio, nessuna sopraffazione, bensì la collaborazione quotidiana e costante tra uomini e donne. Quello delle società matriarcali è un argomento affascinante e complesso nello stesso tempo, sospeso tra storia, leggenda, mitologia, archeologia e antropologia. 

Matriarché è un nuovo e originale contributo alla Storia del mondo, delle donne e dell’organizzazione sociale antecedente al dominio maschile, un modo di vivere di cui si è persa memoria. 


Dati del Libro 

Titolo: Matriarché. Il principio materno per una società egualitaria e solidale 

Autore: Autori Vari 

Casa Editrice: Exorma Edizioni 

Pagine: 244 

Prezzo: 15 euro 

Data di Pubblicazione: novembre 2013 







Sinossi 

C’è stato un momento nella storia dell’umanità in cui sono esistite società fondate sull’armonia con la natura, egualitarie e solidali? Secondo alcuni non solo ci sono state ma esistono tuttora, in alcuni luoghi del mondo, società pacifiche, fondate sull’equilibrio di genere e in accordo con la natura. Si tratta di organizzazioni matrilineari o matrifocali in cui la maternità è considerata il valore fondante. Matriarché è un progetto interdisciplinare volto proprio allo studio di queste società che, in passato, ma soprattutto nel presente creano un contesto sociale più armonico, dove la relazione uomo-donna e le relazioni in generale sono fondate sui principi della cura e della nonviolenza. 

Tutte le società matriarcali si basano sul principio del divino femminile. Sono il risultato di una visione che mette in connessione le donne con il sacro. E questa è una prerogativa delle società matriarcali. Sono convinta che in questo momento storico, per attuare società più pacifiche e più eque, per fermare la violenza sulle donne e la devastazione della natura c’è assolutamente bisogno di mettere il sacro femminile al centro della visione della natura e della società. Le donne sono sempre in prima linea nella lotta per i diritti della Madre Terra. La difesa della Madre Terra è anche la difesa dei diritti delle donne, e violare i diritti delle donne è allo stesso tempo avere un atteggiamento distruttivo verso la natura. Non mi stanco mai di ripetere che sia la violazione della Terra che la violenza sulle donne sono pulsioni strettamente legate nella mente di chi vorrebbe avere il dominio su entrambe. Una società che intende proteggere la Terra come fosse una madre vivente darà inevitabilmente dignità e centralità alle donne apportando un cambiamento di visione dell’economia e dei processi decisionali. 


Per saperne di più 

La pagina dedicata a Matriarché sul sito della casa editrice Exorma Edizioni con la rassegna stampa completa, le recensioni, gli appuntamenti per le presentazioni del volume e dei “contenuti extra”. 

La recensione del libro a cura de “Il Fatto Quotidiano”

Recensione a cura de “Il Mensile”. 

La pagina Fb del libro 

Matriarché, riprendendo le parole con cui Exorma Edizioni presenta il saggio, non è solo un libro, ma “Un vero e proprio progetto interdisciplinare, volto a costruire una visione nuova, fondata sulla collettività e sulla condivisione, e che si compone di una piattaforma di crowdfunding (e della produzione di un docu-film denominato “Matriarché”; girato dal regista Aldo Silvestri, sarà messo a disposizione gratuitamente in anteprima ai sostenitori del libro".  
Per conoscere i dettagli: http://www.produzionidalbasso.com/pdb_2715.html


Gli Autori 

Il libro è curato da: 

Francesca Colombini vive a Roma. Dal 2009 è impegnata a indagare percorsi nuovi per una socialità ecosostenibile incentrata sull’equilibrio di genere. Con l’associazione Matriarchy now si occupa dell’organizzazione di convegni e seminari sugli studi matriarcali e svolge attività di comunicazione e relazioni internazionali. Lavora presso la Direzione Rai ragazzi. francescacolombini@hotmail.com 

Monica Di Bernardo vive a Roma. Si è laureata in storia medioevale con una tesi sulla Caccia alle streghe. Con l’associazione Circolo Hypatia, di cui è la presidente, organizza convegni e conferenze sulla storia delle donne. Ha pubblicato numerosi articoli sui moderni studi matriarcali e collabora con il sito www.donneconoscenzastorica.it. Insegna Lettere in una scuola romana e si occupa di educazione di genere. Nel 2012 le è stato assegnato il Premio Monteverde Pasolini per la cultura, le arti, l’informazione e il sociale.
melusina73@gmail.com. 

Matriarché raccoglie i contributi di: Vandana Shiva, Maria G. Di Rienzo, Luciana Percovich, Bruna Bianchi, Genevieve Vaughan, Riane Eisler, Stefano Mercanti, Veronika Bennholdt-Thomsen, Francesca Rosati Freeman, Angela Dolmetsch, Michela Zucca, Morena Luciani, Lorella Zanardo, Domenico Matarozzo, Beppe Pavan, Monica Lanfranco, Daniela Degan, Marco Deriu, Roberto Tecchio, Angela Caso.

martedì 15 ottobre 2013

Intervista a Connie Furnari, autrice di "Stryx. Il Marchio della Strega"

Connie Furnari, autrice del romanzo "Stryx", recensito nel blog qualche settimana fa, ha accettato di farsi intervistare, raccontando come è nata la sua intrigante storia di streghe. 

Ciao Connie, benvenuta nel blog “Divine Ribelli” e grazie per aver accettato l’intervista. Cominciamo con la prima domanda, che è d’obbligo; quando è nata la tua passione per la scrittura? Parlaci un po’ di te. 

La mia passione per la scrittura è nata quando ero ancora bambina, inventavo favole! Posso dire che è nata assieme al mio amore per i libri. 


Veniamo al romanzo “Stryx. Il Marchio della Strega”. Come è nato? Da dove hai tratto l’ispirazione? 

Stryx, come tutti oramai sanno, è nato dal mio amore per la magia. Le streghe mi hanno sempre affascinata molto: il calderone, i gatti neri, i corvi ecc… Mi sono ispirata a La Lettera Scarlatta di Nathaniel Hawthrone e Il Crogiolo di Miller, quest’ultimo tratta della vicenda delle streghe di Salem. 


Ti sei documentata su dei testi in particolare per quanto riguarda la parte storica del processo alle streghe di Salem?

Sì, mi sono documentata riguardo alla parte storica ma anche riguardo alla Salem odierna, meravigliosa città del New England. Ho parlato anche con membri della biblioteca ufficiale di questa città! 


Ho notato delle influenze wiccan nel tuo romanzo, hai letto dei libri in proposito? Cosa pensi della Wicca e della cosiddetta “stregoneria moderna”? 

Della Wicca moderna ho inserito solo gli elementi fondamentali, concentrandomi sulla magia seicentesca della vicenda di Sarah e Susan. Penso che la Wiccan sia una filosofia di pensiero. Chi la conosce bene sa che si basa sul rispetto dell’essere umano e sulla natura. 5) Come hai costruito i tuoi personaggi e ce ne è uno che preferisci o che ti somiglia di più? -Per Sarah e Susan mi son ispirata al rapporto con mia sorella minore, quando eravamo adolescenti. Come personaggio mi piace moltissimo Marco perché presenta molte sfaccettature, una complessità che si capisce solo alla fine del romanzo. E poi è un bel ragazzo, il che non guasta! ;)


In Stryx la figura della strega è approfondita molto bene, i cliché vengono reinterpretati in maniera originale e non è facile, vista la mole di studi e romanzi su questo argomento. Folli, sagge, depositarie di un sapere immenso, antico e tutto al femminile, o perfide megere che gran parte della letteratura ci ha tramandato. Chi sono, secondo te, le streghe? Ritieni che il tema sia attuale, considerando il ruolo della donna oggi, nella nostra società?

Il tema della strega in Stryx è una metafora della violenza sulle donne, argomento ahimè molto attuale. Alcuni uomini sono così intimoriti dal potere delle donne che preferiscono “eliminarle”. Il messaggio finale di Stryx è che tutte le donne sono “streghe”, poiché ogni donna detiene un potere particolare dentro di sé. E’ un libro molto femminista. 


Presto nel blog si parlerà anche del tuo nuovo racconto “Zelda”. Intanto puoi raccontare qualcosa tu e presentarlo? 

Ho scritto Zelda per tutti quelli che hanno amato Stryx. E’ un racconto destinato a un pubblico più giovane, una fiaba che avevo in cantiere. Ecco la trama: Quando Zelda riapre gli occhi, dopo aver perduto un duello a colpi di magia, si ritrova in un corpo che non è il suo. Non ha più i capelli biondi ma neri e striati di viola; indossa abiti new gothic e non i suoi soliti jeans scoloriti. Sheila, che un tempo era la sua migliore amica, ha deciso di scambiare le loro vite. Mentre è immobilizzata e in attesa di morire, Zelda ricorda il giorno in cui i poteri magici si sono manifestati: il suo sedicesimo compleanno. Non avrebbe mai immaginato di dover lottare contro la magia nera di Salem, per il rispetto di se stessa e per Paul, l'unico ragazzo mortale che l'abbia mai amata. Zelda è una fiaba urban fantasy che evoca lo stesso stile incantato e leggero dei racconti delle fate; una storia che alterna momenti di tenerezza, di azione e di coraggio. L'esperienza di una ragazzina come tante, davanti a un bivio decisivo, che scopre quanto sia difficile crescere. 


Quali sono i tuoi prossimi progetti? Magari un seguito di Stryx? 

Il mio prossimo libro è un paranormal romance gotico vittoriano sugli angeli dannati, ambientato a Londra nel 1894. E’ la storia di Emily, una ragazza diciottenne, debole di salute, timida, e di estrazione aristocratica. Si troverà coinvolta in una serie di omicidi a sfondo paranormale. La trama è molto più dark e sensuale di Stryx. Mi son ispirata a Jack Lo Squartatore, Il ritratto di Dorian Gray e La bella e la bestia. Curiosi? ;) Piacerà tantissimo agli amanti del paranormal e del gotico, perché la trama è fitta e intricata, piena di colpi di scena che lasceranno spiazzato il lettore! 


Quale consiglio daresti a un autore esordiente? 

Consiglio di non pubblicare mai a pagamento e di aspettare, con umiltà. La maggior parte degli autori dopo il primo libro, magari autopubblicato su Amazon, si sente già arrivata, invece in questo lavoro non si finisce mai di crescere. 


Ho letto che la tua tesi di laurea riguarda l’impatto del fantastico nella vita quotidiana a partire dall’infanzia e il tema mi interessa molto. Come interagisce il nostro io con l’aspetto irreale e fantastico? Ci sono dei vantaggi e degli svantaggi? 

Ovviamente non posso sintetizzare in poche righe la mia tesi di laurea, dirò il necessario: ognuno di noi, fin dall’infanzia, ha innato il senso del perturbante, del fantastico, basta pensare ai bambini che hanno paura del buio ma che sono attratti dalle storie dell’orrore. Il nostro io rispecchia le nostre paure nel mondo reale. Poniamo il Soldatino di stagno di Andersen: a chi non è capitato di sentirsi osservato da una bambola di porcellana, da un giocattolo, nella penombra della stanza? Cerchiamo di affrontare le nostre paure riflettendole nella vita reale. Grazie mille per la tua disponibilità. 

Grazie a te Francesca, saluto tutti i lettori del tuo blog e ricordo che stralci delle mie opere sono disponibili gratuitamente nel mio blog www.conniefurnari.blogspot.it 

Grazie a te Connie per l'intervista! :-) 


L'autrice

Connie Furnari è nata a Catania, il 6 Dicembre del 1976. Si è laureata in Lettere con una tesi di psicanalisi freudiana sul “racconto perturbante”: un’analisi su come il fantastico interagisca nella vita reale, in modo diverso da persona a persona, fin dalle fiabe dell’infanzia. Ha vinto numerosi premi con le sue poesie e ha pubblicato racconti in diverse antologie. Scrive per la rivista on line Fantasy Planet e aderisce a numerosi siti letterari. Da sempre appassionata di scrittura e di cinema, vive tra centinaia di libri e dvd; adora leggere, disegnare fumetti manga e dipingere quadri a olio mentre ascolta musica classica. Scrive fiabe per bambini, fantasy, urban fantasy e paranormal romance. 



I blog di Connie: 

http://www.stryxilmarchiodellastrega.blogspot.it/
http://www.conniefurnari.blogspot.it/