Visualizzazione post con etichetta magia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta magia. Mostra tutti i post

venerdì 20 settembre 2013

Recensione: “Stryx. Il Marchio della Strega” di Connie Furnari

Scrivere un romanzo sulle streghe non è cosa facile. Sembra assurdo ma, a pensarci bene, è la verità. L’argomento è stato affrontato da artisti di tutto il mondo, filtrato dalle epoche in cui vissero, dai diversi atteggiamenti psicologici riguardo una parte della Storia tanto oscura quanto complicata, dai mille risvolti, dalle sfumature talvolta impercettibili. 

Qualcuno ha perfino banalizzato la figura della strega, riducendola a un cliché che, per sua natura, è vuoto e inconsistente. Connie Furnari non lo ha fatto. “Stryx. Il Marchio della Strega” è la prova che si può ancora parlare di streghe senza ridicolizzarle e affrontando la questione da punti di vista inediti, con uno stile fresco e travolgente che tiene incollato il lettore al romanzo. 

La bravissima autrice è un’italiana doc e ci tengo a dirlo. Il lettore, anzi, mi perdonerà se mi permetto di aprire una piccolissima parentesi sulla genialità degli autori di casa nostra, che nulla hanno da invidiare agli stranieri. Talvolta mi è capitato di ascoltare persone che non credono negli scrittori italiani, ritenendo che solo un americano, ad esempio, “sappia” scrivere qualcosa di emozionante sulle streghe di Salem

Tali pareri lasciano il tempo che trovano, ma è confortante sapere che si possono smentire con una prova inconfutabile: l’intrigante “Stryx” di Connie Furnari. La giovane strega Sarah (giovane si fa per dire, visto che ha trecento anni chiusi in un corpo di diciassettenne all’apparenza normale) è la protagonista di questa storia avvincente. 

Tornata a Salem con il desiderio di vivere una vita il più tranquilla possibile, si troverà a fronteggiare una serie di inspiegabili delitti in cui le vittime recano impressa una “S”, cioè il marchio della strega, “Stryx” per l’appunto. L’antica Salem torna a vivere e a respirare l’odore acre dei roghi, trascinandosi dietro l’inquietante e minaccioso fardello della superstizione, della mortale separazione tra streghe e cacciatori in cui è evidente l’evoluzione del ruolo della donna attraverso i secoli. Insieme a Sarah c’è la turbolenta, insolente, sfrontata, sempre sopra le righe e per questo simpatica sorella Susan, che definire combinaguai è puro eufemismo. 

Le due ragazze si completano a vicenda e rappresentano due diversi ideali di strega e di donna: Sarah è seria, costantemente in tensione con se stessa, una vera pensatrice, quasi una teorica della magia e della stregoneria “applicata” alla femminilità. Il suo personaggio deriva dall’archetipo di saggia madre delle streghe (e delle donne) che si pone le grandi domande che riguardano la sua missione ed è depositaria di un sapere antico, tutto femminile e, per questo, da alcuni considerato pericoloso. 

Susan, pur essendo esperta di magia tanto quanto sua sorella, non è ancora una strega a tuttotondo, poiché le manca l’aspetto della maturità, tratto principale della caratterizzazione di Sarah. 

Volendo ricollegarci al cammino ciclico della Luna, potremmo dire che Sarah rappresenta la fase di Luna Piena, perfetta, sfolgorante, completa; Susan, invece, quella crescente, in continuo divenire, bisognosa di un equilibrio “magico” ed esistenziale che troverà col tempo. 

La narrazione è ricca di colpi di scena, in un’alternanza tra passato e presente che non destabilizza il lettore, ma lo rende partecipe di un passato che può aiutarlo a comprendere meglio la psicologia dei diversi personaggi. 

Lo stile è veloce, scattante, agile ed armonico come il passo di un gatto che si accoccola sul grembo della sua padrona intenta a sfogliare un grimorio tra pozioni e sacchetti d’erbe, in una atmosfera che non incute timore, ma rispetto verso un’antica sapienza. I personaggi sono ben caratterizzati, non ci sono contraddizioni né stacchi bruschi neppure in quelli, come Susan e Sarah che vivono una doppia vita, umana e magica. 

“Stryx. Il Marchio della Strega” è un romanzo d’amore, di Storia, avventura e magia eccellente di un’autrice talentuosa, di cui non vedo l’ora di scoprire nuove opere

Complimenti Connie, continua così, hai la capacità di trasportare il lettore nel modo della fantasia e, nello stesso tempo, di farlo riflettere. Non è da tutti.

Vi consiglio di leggerlo, perché ci troverete non solo la storia di una delle più cruente persecuzioni perpetrate da mano umana (e maschile), ma anche un monito per situazioni purtroppo attuali. 

Siamo davvero liberi dall’intolleranza? Possiamo davvero dire di aver raggiunto la parità dei sessi? Temo che dovremo lavorarci ancora a lungo… 


Il Libro

Titolo: Stryx. Il marchio della strega 

Autore: Connie Furnari 

Editore: Edizioni della Sera 

Prezzo: 12,00 euro 

Pagine: 292 

Anno di pubblicazione: 2011








Trama 

Dopo aver vissuto in Inghilterra, Sarah, una potente strega, torna a Salem decisa a ricominciare una nuova vita senza la magia. Inaspettatamente, giunge la sorella minore, Susan, strega intrigante e perversa che ha scelto di passare al lato oscuro per la sete di potere, determinata a sconvolgere l'esistenza di Sarah e degli ignari studenti del liceo di Salem. La vita scolastica si rivela fin da subito molto più dura del previsto. L'unico apparentemente interessato a conoscerla è un giovane dai grandi occhi grigioazzurro, Scott, il solo ad essere in grado di risvegliare in lei antichi sentimenti che credeva ormai essere assopiti. Ma Salem ben presto comincerà ad essere sconvolta da numerosi delitti inspiegabili, il cui unico filo conduttore sarà un marchio a forma di "S" posto sulle vittime. Le strade della cittadina diventano pericolose trappole mortali, e a Sarah non resterà altro che affrontare il suo oscuro passato per poter salvare le altre giovani streghe e se stessa. 

 
L’Autrice 

Connie Furnari è nata a Catania, il 6 Dicembre del 1976. Si è laureata in Lettere con una tesi di psicanalisi freudiana sul “racconto perturbante”: un’analisi su come il fantastico interagisca nella vita reale, in modo diverso da persona a persona, fin dalle fiabe dell’infanzia. Ha vinto numerosi premi con le sue poesie e ha pubblicato racconti in diverse antologie. Scrive per la rivista on line Fantasy Planet e aderisce a numerosi siti letterari. Da sempre appassionata di scrittura e di cinema, vive tra centinaia di libri e dvd; adora leggere, disegnare fumetti manga e dipingere quadri a olio mentre ascolta musica classica. Scrive fiabe per bambini, fantasy, urban fantasy e paranormal romance.

martedì 23 luglio 2013

L'Intervista: Alexia Bianchini

Ieri "Divine Ribelli" ha avuto il piacere di ospitare un racconto affascinante, "Il Cerusico", edito da "La Mela Avvelenata".  
Oggi è il momento di dedicare ampio spazio all'autrice, Alexia Bianchini


Cara Alexia, grazie per essere intervenuta su questo blog. Iniziamo subito con le domande.  Come è nato questo racconto? Dove hai trovato l’ispirazione e come ti sei documentata? 

È nato per la mia passione in merito al periodo storico più buio mai esistito. Spesso mi sono chiesta come le donne si sentissero, quali timori avessero che il giudizio le colpisse. Anche se eri innocente, spesso era inutile sfuggire a chi cacciava le streghe. Ecco che in questo racconto ho voluto dipingere positivamente le cosiddette “megere”, e mostrare il lato crudele dell’essere umano, che davanti a ciò che non conosce si deroga il diritto di infierire e soppesare. La protagonista, invece, non è una strega, ma come loro non può svelare la sua vera natura, né quando si veste da uomo per lavorare come cerusico, né quando il morso del lupo la investe di una maledizione terribile. Purtroppo, è triste dirlo, di materiale per documentarsi ce n’è a iosa. 


C’è qualcuno dei personaggi che ti assomiglia o senti più tuo? 

Forse Marcus. È genuino, schivo, eppure è la sua figura che sostiene Fiamma, che la sprona ad andare avanti. E io sono un po’ così, preferisco rimanere nell’ombra, ma esserci quando qualcuno ha bisogno. 


Quale messaggio hai voluto lasciare ai lettori attraverso “Il Cerusico”

Ci sono molte metafore celate fra le pagine. Di sicuro è un’ode alla donna del passato, quella che ha dovuto combattere contro la diffidenza, l’invidia, l’ignoranza, senza avere armi, se non la speranza che le cose sarebbero cambiate. Ho voluto raccontare una storia d’orrore e di amore, di razzismo e coraggio. Le maschere che tutti noi indossiamo, spesso celano una natura che fa più paura a noi, che al resto del mondo… ma è difficile mostrarsi, bisogna avere audacia. 


Come ho scritto nella recensione, il racconto è così bello che arrivare alla fine mi ha messo un po’ di malinconia, perché non avrei voluto lasciare così presto i personaggi. Hai mai pensato di farne un seguito o trasformarlo in un romanzo? 

Sì. Spero, molto presto, di avere un po’ di tempo da dedicare a Fiamma. 


Fiamma è un personaggio complesso, che si trova di fronte ad ostacoli enormi, ma non rinuncia a combattere. Credi che la sua condizione di donna che deve usare una maschera per farsi accettare e deve assumere dei comportamenti, oltre che degli abiti, maschili, possa essere accostata alla condizione delle donne oggi? 

Dire di no sarebbe un eufemismo, ma mi piace pensare che le cose siano cambiate. Oggi comunque non è più la “donna” a temere il giudizio, sono le persone che non si adeguano alla massa che vengono continuamente additate. 


Nel racconto ci sono dei momenti di tensione erotica, narrati con molta delicatezza. Cosa ne pensi del genere erotico oggi e dei nuovi autori che hanno intrapreso questa strada? 

Credo che l’eros debba esserci in ogni racconto, sia erotico che horror, se ci sono persone che si desiderano. Del resto appartiene a tutti noi, e non esiste vita senza la passione. L’importante è non trascendere nel volgare, ameno che non sia il genere a richiederlo. 


E’ nata da poco la tua casa editrice, La Mela Avvelenata, puoi parlarci di questa nuova realtà editoriale e dei suoi obiettivi? Come devono muoversi le nuove case editrici che sono circondate dai colossi che imperano nelle librerie? 

La Mela Avvelenata rappresenta la voglia di cambiare. Io e Daniela Barisone lavoravamo da alcuni anni per alcune case editrici, ma abbiamo avuto sentore di cambiamento nell’aria. Abbiamo deciso di metterci in gioco, a partire dalla distribuzione digitale, e dalla voglia di proporre autori emergenti e soprattutto italiani. Ad affiancarci ci sono persone in gamba, quali Anna Grieco, Ignazio Piacenti, Luigi Milani, Pellegrino Dormiente, Viola Lodato, Fiorella Rigoni, Letizia Loi. In più si stanno affiancando a noi, per valutazioni e letture finali, dei beta reader motivati e caparbi. 


Questa domanda è d’obbligo: quali consigli daresti a un aspirante scrittore? 

Di non smettere di scrivere, anche quando gli editori non rispondono alle mail. Bisogna fare tante ricerche e leggere moltissimo, possibilmente generi diversi. Ci vuole costanza, determinazione e soprattutto umiltà, perché chi si crede bravo ha difficoltà ad accettare consigli e farà fatica a migliorare i propri testi. Ci si può far conoscere anche attraverso i concorsi, sulla Mela ne trovate parecchi. Due cose da non dimenticare: 1 - Rileggete un sacco di volte il testo prima di inviarlo. 2 - Non pagate MAI per farvi pubblicare. 


Infine, quali progetti letterari hai in cantiere? Puoi anticiparci qualcosa? 

Sto scrivendo un mitologico a 6 mani, un horror con Luigi Milani, un sci-fi con Lorenzo Crescentini e devo finire i sequel dei miei libri.


Non vedo l'ora di leggerli :-)

lunedì 22 luglio 2013

Recensione “Il Cerusico” di Alexia Bianchini

Titolo: Il Cerusico 
Autore: Alexia Bianchini 
Casa editrice: La Mela Avvelenata 
Pagine: 28 
Prezzo: €0.99 
Formato: Epub, Mobi 
Data di Pubblicazione: 4 giugno 2013 

Trama 

Fiamma, mascherata da uomo per poter lavorare come cerusico, viene morsa da un lupo mannaro in una notte senza stelle. Non accetta la sua nuova natura e seda il suo lato oscuro grazie a un unguento magico. Affiancata da uno schiavo, ignaro della sua vera natura e del fatto che sia una donna, dovrà recarsi dalla strega per prendere una nuova dose di balsamo medicamentoso, ma si ritroverà ad affrontare un branco. 

L’autrice 

 Alexia Bianchini ha pubblicato per Ciesse edizioni Minon, con Fiorella Rigoni e Io vedo dentro Te, romanzo sci-fi. Nel 2012 è stata pubblicata l’antologia D-Doomsday, curata al fianco di Claudio Cordella. AlterEgo, raccolta di racconti cyberpunk, è edita da Edizioni Diversa Sintonia. I racconti Ali lacerate e La sposa putrescente, Il popolo perduto e Little Sallinghtown sono pubblicati nelle antologie di Del Miglio editore. Con le Edizioni Scudo sono disponibili
diversi racconti nei loro progetti antologici. Con GDS Edizioni ha pubblicato l’antologia SYMPOSIUM, di cui è curatore. Sono disponibili in e-book le novelle Sibilla, visioni di morte e Il cerusico, due racconti horror. E stata selezionata per il concorso Terre di Confine con il racconto Invalicabile, nel concorso steampunk per Scrittevolmente.com e con un racconto horror per Asylum 100. Il racconto Amici di sangue è stato pubblicato sulla rivista Dark. Con EDS, per le SCRITTURE ALIENE sono usciti diversi racconti di fantascienza. È presente anche nell’antologia Creatori di Universi, della stessa CE, con il racconto Le streghe del Prisma. Curatore di collana per Ciesse Edizioni. È direttore del webmagazine Fantasy Planet, fa parte della squadra che compone ST-Books, nuovo marchio editoriale della GDS nato dal sito di Scrittevolmente.com Con La mela avvelenata ha pubblicato Stuck Off! 

Per saperne di più 

Il sito di Alexia Bianchini 

La scheda del racconto sul sito della casa editrice "La Mela Avvelenata". 

Recensione

La storia di Fiamma, costretta a travestirsi per esercitare la professione di chirurgo, tramandatale dal padre come eredità non solo professionale, ma anche esistenziale, non è solo il nucleo su cui si basa questo interessantissimo racconto horror dalle venature magiche, ma qualcosa di più. 

La protagonista ha appreso l’arte medica fin dalla più tenera età e, una volta persi i genitori in modo drammatico, sono proprio le sue capacità a permetterle di sopravvivere. Sono una parte della sua vocazione e della sua natura

Dico una parte, perché l’altra è ben più oscura e terrificante. Fiamma, infatti, è stata morsa da un lupo mannaro e la sua vita è, ormai, in bilico tra la ragione umana e l’istinto animale. E’ una donna, sola al mondo, un cerusico e un lupo; per nascondere la sua indole bestiale ha bisogno di una pozione in grado di smorzarne gli effetti. Per celare il fatto di essere una donna, ha bisogno di una maschera. 

L’unguento e il travestimento sono gli elementi che le permettono di camuffarsi e, quindi, di sopravvivere in un mondo che non potrebbe mai accettare una donna chirurgo e sarebbe atterrito da un essere umano per metà animale.

L’epoca in cui vive Fiamma non accetta alcun tipo di diversità e teme le donne e il potere insito nel loro corpo capace di generare vita, proteggere, allevare e curare. E’ l’epoca della caccia alle streghe e della feroce superstizione che fa ammutolire la ragione e prevaricare la violenza sorda e cieca. 

La protagonista è molto ben caratterizzata; non è un’eroina, ha fragilità che tenta di nascondere, incertezze che non sa colmare e un sentimento a cui non può opporsi. Marcus, il giovane e intraprendente aiutante del cerusico, non sa che sotto le vesti maschili che conosce così bene da non farci neanche più caso, si cela, in realtà, una giovane bellissima e perdutamente innamorata di lui

Marcus potrebbe accettare le sue bugie? Comprenderebbe le ragioni che hanno spinto Fiamma a confondersi in una sorta di gioco di specchi in cui il suo riflesso è sempre lì, davanti agli occhi del ragazzo, eppure inafferrabile, mortificato da panni maschili oltre i quali l’occhio non sa guardare?

 “Il Cerusico” è un racconto horror sulla diversità, sulla menzogna, ma anche sull’incapacità umana di guardare oltre le apparenze, di capire dove si nasconda (il verbo è azzeccato) la vera immagine dell’uomo e della donna, sotto le sembianze di lupo, di chirurgo o di strega. Il mondo descritto nel racconto è scisso tra la parte maschile, dominante, rappresentata dai lupi mannari, emblema della forza e del predominio degli uomini, con gli attributi della guerra, del sangue e della violenza e quella femminile di cui è simbolo la stupenda Fiamma. 

Qui, però, dobbiamo fermarci: Fiamma non è solo una donna, ma anche un lupo. La sua stessa identità è scissa e raccoglie sia la natura maschile che quella femminile. Quasi la protagonista fosse una raffigurazione che possiede attributi di donna come la bellezza, la sinuosità delle forme, la delicatezza, uniti a quelli di uomo, cioè il comando, la ragione, l’inclinazione alla lotta e al potere, la scienza. Il motivo di questa scissione che, però, si combina bene nel suo personaggio trovando, infine, un equilibrio particolare, è molto semplice: Fiamma ha osato valicare il confine tra il mondo degli uomini e quello delle donne, attraverso la medicina, ormai in mani maschili

Attenzione: la scissione e gli attributi di cui vi parlo, vanno letti nel contesto del racconto e dell’epoca in cui è ambientato e, quindi, della mentalità di quel particolare momento storico. Oggi le cose, per fortuna, sono notevolmente cambiate, anche se tanta strada resta da fare, ma le donne sono coraggiose e spero di non dover puntualizzare il fatto che una donna può essere bella, avere una famiglia e una carriera e una buona attitudine al comando, che merita tutto e può fare qualunque cosa voglia. 

Un’ultima considerazione sul racconto: l’attualità. Non è strano, infatti, che un’opera horror parli della realtà di oggi, che la spieghi o la critichi. Eppure c’è ancora chi pensa che storie di questo tipo nascano e muoiano nell’arco delle pagine in cui sono narrate. Niente di più sbagliato. 

“Il Cerusico”, infatti, descrive la diversità, che spesso, ancora ai nostri giorni, non è né capita né accettata, il percorso esistenziale di una donna che vuole esprimere se stessa in base a ciò che sa fare meglio e che ha appreso con amore (Vi dice niente? Qui ci ricolleghiamo al discorso fatto qualche riga più sopra). 

Ma questa è anche una storia sulla finzione, sulle maschere che, ci piaccia o no, almeno una volta nella vita tutti indossiamo, magari anche solo per proteggerci o per far piacere a un’amica a cui teniamo tanto e che mai vorremmo ferire. 

“Il Cerusico” è un racconto sulle diverse sfumature della libertà che, forse, ancora dobbiamo conquistare nella sua interezza. 

Lo stile di Alexia Bianchini è trascinante, i personaggi sembrano vivi e, alla fine, dispiace di dover lasciar andare Fiamma, Marcus, i lupi e tutti coloro che popolano un mondo fantastico, ma assolutamente ancorato alla realtà. 

Ve lo consiglio, leggetelo. Non ve ne pentirete assolutamente.

lunedì 14 gennaio 2013

Il Gran Libro delle Streghe. Storie e segreti, incantesimi e pozioni

“Le streghe hanno smesso di esistere quando noi abbiamo smesso di bruciarle.” 
Voltaire

Lo studioso spagnolo Rafael M. Merida Jiménez ripercorre il lungo viaggio storico, antropologico, giuridico, mitico e letterario che ha forgiato, nei secoli, l’immagine della strega. Da saggia custode di un sapere femminile ed eterodosso a capro espiatorio stigmatizzato nei tribunali dell’Inquisizione e sui roghi che divamparono in Europa e non solo. Un libro da non perdere. 

Il Libro

Titolo: Il Gran Libro delle Streghe. Storie e segreti, incantesimi e pozioni

Autore: Rafael M. Merida Jiménez

Casa Editrice: Odoya 

Pagine: 396 

Prezzo: 20 euro 

Data di pubblicazione: ottobre 2012 







Descrizione

Streghe, fattucchiere, maghe, ammaliatrici, negromanti... Qual è il vero potere che queste donne hanno esercitato nel corso dei secoli? Le streghe, custodi di un sapere eterodosso e tipicamente femminile, non sono sempre state considerate fonte di malvagità. Anzi, in varie epoche esse hanno rivestito un ruolo sociale di grande importanza. Le testimonianze in prima persona, purtroppo, sono scarse, ma è proprio la feroce condanna dei loro detrattori (e la crudeltà dei castighi dei loro carnefici) a consentirci di comprendere la forza emotiva e il fascino di queste donne, decise a esercitare il proprio diritto alla libertà a rischio della vita. Espressione dell'evoluzione del ruolo sociale della donna, le streghe hanno assunto nel corso dei secoli infinite fisionomie, giunte a noi attraverso miti e riti indispensabili alla comprensione della nostra cultura, passata e presente. Il percorso proposto dall’autore è diviso in tre sezioni: Streghe greche e romane, Streghe medievali e Streghe moderne. Il lettore vi troverà molte storie provenienti dai testi classici e dalle cronache medievali, fino agli albori dell’età contemporanea. A condurlo per mano in questo viaggio saranno alcune delle streghe più famose. Donne che esercitarono una misteriosa influenza sul mondo circostante, maghe invocate e celebrate dai loro proseliti, ma anche insospettabili signore che riuscirono a nascondere la propria natura vivendo in assoluto anonimato. Di alcune conosciamo a stento il nome, su altre sono state scritte centinaia di pagine, ma tutte hanno una storia da raccontare: questa volta in prima persona!

Per saperne di più 

La pagina del sito Odoya dedicata al libro


L’Autore

Rafael M. Mérida Jiménez è docente di Letteratura Spagnola presso l’Università di Lleida e ricercatore del “Centre Dona i Literatura”. Ha insegnato nelle università di Barcellona, Girona, Houston e Portorico. Oltre alle ricerche sulla letteratura spagnola, soprattutto cortigiana e cavalleresca, si è occupato di universo femminile e Queer Theory. È autore di Women in Medieval Iberia (2000), Damas, santas y pecadoras (2008) e di un libro sulla vita di Santa Teresa d’Avila, Llevar la vida con suavidad (2006). Nell’ambito dei Gender Studies ha elaborato alcune teorie pubblicate nei saggi Sexualidades transgresoras (2002) e Diálogos gays, lesbianos, queer (2007).