lunedì 2 febbraio 2015

Intervista a Corinne D'Angelo

Oggi vi propongo un'intervista molto interessante a una mia cara amica, Corinne D'Angelo.
 
Corinne, giovane veterinario con la passione per la letteratura, è ideatrice e amministratrice del sito dedicato al grande Emilio Salgari, www.emiliosalgari.it
 
Si tratta di un portale creato nel 1998, cresciuto negli anni, ricco di contenuti, prestigiose collaborazioni con i più importanti studiosi di Salgari e in continuo aggiornamento.
 
Corinne, però, è anche una esperta saggista "salgariana" e promotrice del progetto "Per Terra e Per Mare", collegato al sito e che ha lo scopo di far conoscere le opere e lo stile del grande scrittore italiano attraverso studi e ricerche di alto livello.
 
Lascio la parola alla nostra ospite e, ne sono certa, subito dopo aver letto l'intervista vorrete conoscere di più il suo sito, frutto di lavoro, dedizione e amore.
 
 
Come è nata la passione per Emilio Salgari e l’idea di dedicargli un sito?
 
Beh, la passione per Emilio Salgari è nata, com'è naturale, dalla lettura dei suoi libri (anche
se una parte di me potrebbe obiettare che una certa influenza l'hanno avuta anche le trasposizioni cinematografiche tratte da quelle avventure!). Ad ogni modo, come ho già avuto modo di raccontare, l'idea di dedicare a questo scrittore un sito web è nata quasi per gioco: quando, nel lontano 1998, "sbarcai" su internet, di Salgari c'era poco o nulla, in rete, una mancanza che, con pazienza, costanza ed il contributo di tanti altri salgariani che nel tempo ho avuto modo di conoscere (e posso ben contare anche te nel numero! :-), ho cercato di colmare.
 
 
Negli anni sia il sito che la mailing list sono cresciuti e sono diventati un punto d’incontro per i tantissimi ammiratori di Salgari grazie al tuo impegno costante e all’apporto di studiosi e “tigrotti” appassionati. Eppure troppi italiani, ancora oggi, conoscono Emilio Salgari solo in maniera superficiale. Come spieghi questa lacuna? Perché uno scrittore d’avventura eccellente e importante come lui, che nulla ha da invidiare a Verne, per esempio, continua a non avere il riconoscimento che merita?
 
Oggigiorno molti italiani non conoscono Salgari un po' perché di base si legge molto meno, troppo distratti dalla frenesia della vita, e un po' perché ci sono molti scrittori maggiormente "di moda", sicuramente meglio pubblicizzati. A suo tempo, Salgari stesso era un autore "di moda", conosciuto da adulti e ragazzi. Va detto d'altronde che forse molti conoscono Salgari... ma non lo sanno! Conoscono i suoi personaggi celebri, primo fra tutti Sandokan, ma non sanno che è un eroe scaturito dalla penna dello scrittore veronese. Negli ultimi tempi abbiamo assistito ad un incremento di riconoscimenti di questo scrittore, il problema è che spesso si tende a considerarlo un autore per nostalgici, per "ragazzi troppo cresciuti", e questo finisce per relegarlo in nicchie di appassionati.
 
 
Cosa pensi delle trasposizioni cinematografiche tratte dai romanzi di Salgari? Credi che possano avvicinare i lettori a questo autore?
 
Alle trasposizioni cinematografiche tratte dai romanzi di Salgari ho dedicato nel 2011 un volume di saggistica (intitolato "Eroi di carta sul grande schermo. Emilio Salgari e il cinema", Edizioni Simple, 2011, acquistabile anche sul sito www.perterraepermare.it), ritenendole, pur con alcuni distinguo, un aspetto importante del successo di questo scrittore. Si, sono dell'idea che molti lettori si sono avvicinati a Salgari "scrittore" partendo dal Salgari "cinematografico" (o "televisivo").
 
 
Parlaci del tuo bellissimo progetto “Per Terra e Per Mare”. Come è nato e quali obiettivi si propone?
 
E' nato come tutto quello che riguarda Salgari, almeno per quanto mi riguarda: per passione. Si tratta di un progetto di studi che si propone di essere il "braccio operativo" del sito www.emiliosalgari.it; è costituito da un nucleo fisso di collaboratori a cui periodicamente se ne aggiungono altri, che possono liberamente apportare idee e progetti, e che si concretizza in un accurato lavoro di ricerche tematiche, nella pubblicazione privata di volumi di approfondimento sullo scrittore veronese, ed infine in incontri, goliardici o di studio, dedicati alla figura di Emilio Salgari e all'avventura... per terra e per mare, appunto!
 
 
Il tuo sito dedicato a Emilio Salgari nasce nel 1998. Da allora tanti sono stati i cambiamenti tecnologici e così rapidi che forse, in una certa misura, non li abbiamo ancora metabolizzati a dovere. Anche il progetto “Per Terra e Per Mare è diventato “social”, disponendo di una pagina su Facebook. Come ti poni nei confronti dei nuovi modi di comunicare, come i blog e i social network, su cui esistono molte opinione discordanti?
 
Sono sempre stata piuttosto cauta nei riguardi dei cosiddetti "social", ma è innegabile che rappresentino l'espressione del nuovo internet e che siano il mezzo più veloce per raggiungere il maggior numero di appassionati ed estimatori. Per cui, ho temporeggiato molto prima di aprire delle pagine Facebook e Twitter facenti capo al mio sito, ma adesso ne sono parte integrante e si cerca di tenerle altrettanto aggiornate e attive, anche se il canale di informazioni e aggiornamenti salgariani principale resta sempre www.emiliosalgari.it .
 
 
Credi che i personaggi salgariani, da Sandokan al Corsaro Nero, da Marianna a Jolanda, tanto per citare i più famosi, siano attuali e possano insegnare qualcosa ai giovani d’oggi (e non solo)?
 
 Assolutamente si! Sandokan, il Corsaro Nero, rappresentano dei modelli di eroi senza tempo, agiscono con coraggio per senso di lealtà e di giustizia, si battono contro i prepotenti pagando spesso in prima persona; questi sono valori che sono intramontabili, malgrado i messaggi che passano attualmente tramite la televisione o la vita attuale. Non è eroe il "furbo", il più forte, il traditore. Questi personaggi fanno sistematicamente una brutta fine nei romanzi salgariani.
 
 
Tu sei una appassionata lettrice in un Paese in cui, notoriamente, si legge poco. Dal tuo punto di vista in che modo si potrebbe incrementare la lettura, soprattutto tra i giovani? Che ruolo potrebbe avere Salgari in questa “riscoperta” della letteratura in Italia?
 
Ho avuto modo di appurare - per esperienza personale - che chi legge Salgari, presto o tardi, se ne innamora. Io sono una fautrice del libro cartaceo, bello, solido e con le pagine profumate di appena uscito di stampa, ma ho visto che molti si stanno avvicinando alla lettura tramite testi elettronici, gli E-book. Anche molti titoli di Salgari, negli ultimi anni, sono usciti in questo formato, ben vengano anch'essi, allora, se possono essere più facilmente fruibili al pubblico dei lettori.
 
 
Quali sono i progetti futuri per il sito di Emilio Salgari e il progetto “Per Terra e Per Mare”?
 
Sicuramente abbiamo in cantiere nuovi volumi che piano piano andranno in pubblicazione e stiamo valutando la collaborazione in alcune iniziative, che come al solito ci porteranno in giro per l'Italia. Dove possiamo promuovere la lettura di Emilio Salgari, noi siamo sempre in prima fila!

 
Per saperne di più
 
 
La Pagina Twitter del sito
 
 
 

martedì 2 dicembre 2014

Blogtour: "Cronache Infernali" di Alexia Bianchini

Il blog Divine Ribelli ha il piacere di ospitare la nuova tappa del blogtour relativo al libro “Cronache Infernali” di Alexia Bianchini. L’argomento che affrontiamo oggi è davvero molto complesso: la caccia alle streghe.
 
Il tema, impossibile da riassumere in poche righe, esercita su di noi un fascino immortale e la mole di libri, documentari e film realizzati ne è una dimostrazione.
 
Proprio perché i misteri e i livelli di interpretazione che ruotano attorno alla figura della strega e al triste fenomeno dell’inquisizione sono molteplici, in questo articolo darò dei flashback, degli spunti di riflessione e approfondimento per punti, in modo tale da fissare alcuni concetti chiave per poi analizzarli successivamente.
 
  • La stregoneria è una pratica molto antica, che attraversa le epoche, contribuendo a plasmare una parte della Storia stessa. Presuppone, come giustamente ci ricorda lo studioso Massimo Centini nel suo saggio “Le Streghe nel Mondo” (De Vecchi Editore), un legame con il diavolo.

  • Dunque, per definizione, la strega è colei che si avvale di questo legame per praticare la magia nera, ovvero la manipolazione degli esseri umani e della natura per scopi malvagi, per nuocere e danneggiare gli altri.

  • Nel libro “Le Streghe nel Mondo” Massimo Centini ci ricorda di non confondere mai “stregoneria” con “magia”, non solo per una importantissima questione di definizioni (i due termini, infatti, non sono sinonimi e si riferiscono a due ambiti distinti) ma anche perché le figure del mago e della strega godettero di fama diversa e di una storia altrettanto differente.

  • La parola italiana “strega” deriva dal latino strix e i contorni di questo personaggio, tanto inquietante quanto stereotipato, iniziarono a formarsi in coincidenza con l’inizio della fase più cruenta della caccia alle streghe, ovvero dal XIV secolo. 

  • La caccia alle streghe avvenne sia in Paesi cattolici che protestanti. Possono variare le modalità della persecuzione e del giudizio, ma è necessario chiarire che i processi e i roghi non furono “esclusiva” di una sola parte del mondo cristiano.

  • Secondo recenti studi le streghe non furono altro che un capro espiatorio per la società, persone considerate “strane”, “diverse”, magari rese ancora più fragili da problemi fisici o psicologici, che vivevano in povertà, escluse dalla vita sociale, dalla maggioranza che dettava regole e convezioni, relegate ai margini e senza alcuna possibilità di cambiare il loro status sociale. Per tutti questi motivi era molto più semplice, per il popolo, riversare le angosce e la rabbia dovute a malattie o carestie su queste donne (e anche sugli uomini) accusate senza prova alcuna di poter scatenare le forze del male. Vennero coinvolte, sebbene in misura minore, anche nobildonne; a tal proposito, spesso, la mira degli inquisitori era proprio la confisca del patrimonio delle imputate.

  • Le accusate erano anche levatrici o, comunque, donne che conoscevano molto bene le proprietà delle erbe e i cicli della natura. Tale saggezza veniva considerata una sorta di dono concesso direttamente dal demonio durante il sabba e la stessa capacità di curare e guarire scatenava paure, sospetti e invidie.

  • Uno dei sistemi più comuni per denunciare una presunta strega era la delazione. Talvolta nelle chiese si trovavano delle cassette di legno apposite in cui scrivere, in forma del tutto anonima, il nome dell’accusata. Da quel momento si metteva in moto un procedimento inarrestabile il più delle volte, fatto di torture, confessioni estorte, nuove accuse e la morte.

  • Il periodo più terribile della caccia alle streghe è inquadrabile tra i secoli XIV e XVII. Fu la bolla “Summis Desirantes Affectibus”, promulgata il 5 dicembre 1484 da Papa Innocenzo VIII, ad approvare l’inquisizione e la soppressione della stregoneria. La bolla papale, inoltre nominava inquisitori Sprenger e Institor, ovvero gli autori del tristemente celebre “Malleus Maleficarum”.
 
 
Il Libro
 
Titolo: Cronache Infernali
 
Autore: Alexia Bianchini
 
Casa editrice: Dunwich Edizioni
 
Pagine: 122
 
Prezzo: 2,99 euro per l'ebook; 9.90 euro per la versione cartacea disponibile dal 12/12/2014
 
Anno di pubblicazione: 10 novembre 2014
 
 




Sinossi
 
Vi è un mondo celato ai nostri occhi, fatto di spiriti e anime erranti. Non è del Regno dei Cieli che stiamo parlando, ma dell’antro in cui demoni e peccatori dimorano dalla notte dei tempi. Siamo certi che solo i corrotti ne siano designati? E quale sorte spetta a coloro che finiscono fra le fiamme dell’Inferno? Demoni, principi maledetti, cacciatori. Tradimenti e passioni si intrecciano fra le pagine di questa storia, tra Terra e Inferi. Nel Bene c’è sempre un po’ di Male, e nel Male è possibile trovare un po’ di Bene? A voi l’ardua sentenza.
 
 
L'Autrice
 
Alexia Bianchini ha pubblicato per Ciesse edizioni Minon, con Fiorella Rigoni e Io vedo dentro Te, romanzo sci-fi. Nel 2012 è stata pubblicata l’antologia D-Doomsday, curata al fianco di Claudio Cordella. AlterEgo, raccolta di racconti cyberpunk, è edita da Edizioni Diversa Sintonia. I racconti Ali lacerate e La sposa putrescente, Il popolo perduto e Little Sallinghtown sono pubblicati nelle antologie di Del Miglio editore. Con le Edizioni Scudo sono disponibilo diversi racconti nei loro progetti antologici. Con GDS Edizioni ha pubblicato l’antologia SYMPOSIUM, di cui è curatore. Sono disponibili in e-book le novelle Sibilla, visioni di morte e Il cerusico, due racconti horror. E stata selezionata per il concorso Terre di Confine con il racconto Invalicabile, nel concorso steampunk per Scrittevolmente.com e con un racconto horror per Asylum 100. Il racconto Amici di sangue è stato pubblicato sulla rivista Dark. Con EDS, per le SCRITTURE ALIENE sono usciti diversi racconti di fantascienza. È presente anche nell’antologia Creatori di Universi, della stessa CE, con il racconto Le streghe del Prisma. Curatore di collana per Ciesse Edizioni. È direttore del webmagazine Fantasy Planet, fa parte della squadra che compone ST-Books, nuovo marchio editoriale della GDS nato dal sito di Scrittevolmente.com Con La mela avvelenata ha pubblicato Stuck Off! 
 
 
Per saperne di più

La pagina dedicata al romanzo sul sito della Dunwich Edizioni
 
Il sito dell'Autrice
 
La recensione all'opera "Il Cerusico" e l'intervista all'autrice su Divine Ribelli
 
 
Regolamento per partecipare al blogtour
 
Lasciate un commento in ogni tappa per provare la vostra partecipazione. Alla fine del Blog Tour vi verrà posta una domanda e, fra chi risponderà correttamente via messaggio privato alla pagina autrice, verrà estratto il vincitore della versione cartacea. Fra tutti quelli che avranno partecipato a tutte le tappe del blog tour, inoltre, verranno estratti tre vincitori a cui verrà regalato l’e-book.
Inoltre dovrete mettere il "like" alle seguenti pagine:
 
 
 

venerdì 21 novembre 2014

Blog di Huffington Post

Oggi vi segnalo l'apertura del mio blog dedicato al mondo arabo-islamico sull'Huffington Post.
 
Il primo articolo, uscito ieri, tocca un tema difficile, la vera e propria ondata di terrorismo che sta scuotendo il mondo. Si parte dall'analisi dell'attentato alla sinagoga di Har Nof per poi cercare di capire quali siano le caratteristiche comuni ai principali gruppi terroristici islamici. Una di queste è proprio l'odio nei confronti dell'Occidente e, comunque, di chi ha un'idea religiosa e persino esistenziale diversa.
 
Da qui si tenta di analizzare la ragione per cui alcuni giovani europei e americani decidono di "arruolarsi" tra le fila di gruppi terroristici come l'Isis.
 
Il secondo articolo, appena uscito, è una riflessione sulle donne impegnate nella lotta contro l'estremismo islamico. Due esempi emblematici: la regina Rania di Giordania, con il suo appassionato discorso al Media Summit di Abu Dhabi e Monique, la donna che ha intrapreso un viaggio lungo e pericoloso per riportare a casa la figlia, volontaria proprio nell'Isis.

Il terzo, invece, si focalizza sull'importante insegnamento che potremmo trarre conoscendo la vita delle grandi donne arabe. Non dobbiamo perdere la nostra memoria storica, che va oltre la religione e la provenienza geografica. 
 
Se volete dire la vostra opinione, potete farlo nella sezione commenti posta di seguito agli articoli o anche in questo blog.
 
Sono tematiche sensibili, ma è giusto parlarne, trovare il punto da cui dialogare per capire, conoscere e informarci.
 
 
 

giovedì 23 ottobre 2014

Anteprima. “Livia e Laura” di Francesca Rossi

Approfitto di questo spazio per segnalarvi l’uscita, proprio oggi, del mio nuovo romanzo “Livia e Laura”, edito da Genesis Publishing.

Due vite scorrono parallele, quella cinquecentesca della Baronessa di Carini e l’altra, novecentesca, della contessa Livia Altamura, in una storia d’amore, misteri, tradimenti e silenzi.

Vi segnalo anche il blogtour e l’iniziativa indetta dal blog “The Bibliophile Girl”, entrambe collegate al romanzo.

Non voglio aggiungere altro. Lascio a voi la lettura e commenti.


Dati del Libro
 
Titolo: Livia e Laura

Autore: Francesca Rossi

Casa editrice: Genesis Publishing

Formato: ebook

Pagine: 299

Prezzo: 3.90 euro

Data di Pubblicazione: 23 ottobre 2014





Sinossi

Palermo, anni Cinquanta. La giovane contessa Livia Altamura vive con il padre, uomo che pretende di avere il controllo assoluto sulla vita di sua figlia e, sistematicamente, quasi traendone un piacere perverso, si diverte a soffocarne ogni aspirazione, perfino quella di diventare medico. Livia, seppur oppressa da questa situazione, non ha il coraggio di sottrarsi all’autorità paterna, dilaniata dal desiderio di indipendenza e dal dovere di assecondare le convenzioni sociali. Il senso di inadeguatezza che l’attanaglia trova conforto nel ricordo, sempre vivido, della voce di sua madre, morta quando lei era molto piccola e dei versi del poemetto dedicato alla Baronessa di Carini, che la donna le cantava per farla addormentare. Per Livia il passato è avvolto in una nebbia fitta e oscura che nessuno, inspiegabilmente, vuole aiutarla a dissipare, mentre il futuro sembra già scritto negli imperscrutabili disegni di don Enrico Altamura. Una sera, però, la vita della ragazza ha una svolta inaspettata e sorprendente. Durante una gita tra amici al castello di Carini, le sembra di scorgere in uno specchio l’immagine di una mano insanguinata e di una giovane donna che tenta di lanciarle un misterioso messaggio. A chi appartiene quel viso pallido e spaventato? Potrebbe trattarsi del fantasma della baronessa Laura Lanza che, secondo le leggende, vagherebbe ancora nel castello dopo il suo cruento assassinio? Angosciata dal dubbio che la strana apparizione non sia il frutto della sua immaginazione, Livia decide di approfondire la storia di Laura, unico legame con la madre sopravvissuto al tempo e all’ostracismo del padre. Da quel momento le vite delle due nobildonne si intrecciano, sovrapponendosi a dispetto dei secoli che le separano, in bilico tra amori impossibili e matrimoni imposti, sogni e doveri, verità e inganni, tradimenti e oscuri silenzi che raggiungono il culmine nel colpo di scena finale. Alla storia fa da sfondo una Palermo sospesa tra il passato e il presente, dove la luce lascia distinguere i contorni accennati di leggendarie ombre che non hanno mai smesso di manovrare i fili del potere in Sicilia. Le ombre occulte dei Beati Paoli.


L’autrice

Nasce a Roma e da sempre coltiva una grande passione per la lettura, la scrittura, il mondo arabo e i viaggi. Dopo la laurea in Lingue e Civiltà Orientali a La Sapienza, si trasferisce per un periodo ad Alessandria d’Egitto, per approfondire lo studio della lingua araba e della cultura arabo-islamica. Si è da poco specializzata nel corso di Lingue e Civiltà Orientali a La Sapienza. È convinta che lo studio della Storia e la conoscenza dei temi d’attualità possano aiutarci ad avere una maggiore consapevolezza di noi stessi, del mondo che ci circonda e del nostro futuro. Non ama le etichette né le convenzioni e i suoi miti sono le grandi viaggiatrici come Alexandra David Néel e Gertrude Bell, o gli scrittori come Nagib Mahfouz ed Emilio Salgari. Ha creato e gestisce il blog dedicato al mondo arabo-islamico “La Mano di Fatima”, il sito dell’eroina francese Angelica la Marchesa degli Angeli e il blog dedicato alle donne che hanno fatto la Storia “Divine Ribelli”.


Eventi

Il blogtour del romanzo “Livia e Laura” partirà il 30 ottobre per concludersi il 25 novembre e darà ai partecipanti la possibilità di vincere una copia ebook del romanzo.

Sarà un viaggio particolare tra i misteri della Sicilia e le sue tradizioni. Il regolamento per partecipare e vincere il romanzo è molto semplice: mettere il “like” alla pagina Fb “Francesca Rossi Autrice” e commentare almeno tre tappe del blogtour.

Di seguito il link Fb dell’evento le date e i blog partecipanti:

30 ottobre, The Bibliophile Girl - La Sicilia misteriosa: il giallo irrisolto della Baronessa di Carini tra Storia e leggenda.

4 novembre, Books Hunters - Il mistero dei Beati Paoli e la presunta origine storica della mafia.

6 novembre, Francesca Rossi Autrice Blog - Il mondo di Luigi Natoli

11 novembre, Genesis Publishing Blog - La Sicilia tra Islam e Cristianesimo

13 novembre, Angolo delle Topiii - Vittime dell'onore: matrimoni combinati e matrimoni riparatori in Italia

18 novembre, Il Rumore dei Libri - I luoghi del romanzo: Palermo e Carini

20 novembre, Romance and Fantasy For Cosmopolitan Girls - L'arte dei cantastorie tra musica e dialetto, tradizione e modernità.

25 novembre, Le Passioni di Brully - interviste impossibili ai personaggi 


E non finisce qui: la bellissima iniziativa del blog “The Bibliophile Girl”, dal titolo “Viaggio Nella Palermo del 1950. Protagoniste Livia e Laura” è alla sua seconda tappa.

Nei link segnalati avrete la possibilità di leggere il primo capitolo del romanzo e commentarlo o fare domande che verranno riunite in una intervista finale.

Presentazione dell’evento: Benvenuti a tutti coloro che desiderano intraprendere questo viaggio fra i colori e i profumi della Palermo del 1950. In esso, potrete conoscere donne di altre epoche: la Contessina Livia d'Altamura e la Baronessa Laura di Carini, le quali vite si intrecceranno inesorabilmente fra le maglie del destino. Sei "fermate", dislocate un giorno a settimana, per un totale di sei settimane; in ognuna avrete la possibilità di leggere un estratto del primo capitolo. Qui, voi, potrete lasciare i vostri commenti e una domanda rivolta all'Autrice. Qualsiasi curiosità - sui personaggi, sulla storia, sulla scrittrice - sarà ben accetta. Al termine del Tour, verrà pubblicata un'intervista con tutte le risposte alle vostre domande. Gli articoli saranno presenti sul Blog "The Bibliophile Girl" e l'intervista verrà pubblicata su "Writing with Genesis Publishing". Partecipate numerosi, questa storia vi terrà col fiato sospeso! Un romanzo da non perdere!

Prima Tappa

Seconda Tappa


Per saperne di più

La pagina dedicata al romanzo sul sito della Genesis Publishing, con booktrailer, dati del libro e parere dell’editore.

Il mio sito.

Il mio blog personale

La pagina Fb

Il profilo Twitter

giovedì 16 ottobre 2014

Recensione: “I Processi a Luigi XVI e Maria Antonietta. Dal trono al patibolo” di Giorgia Penzo

Sapete che giorno è oggi? L'anniversario della morte di una delle donne più celebri, mitizzate e, nello stesso tempo, schiaffeggiate dalla Storia: Maria Antonietta.
Un personaggio sfaccettato su cui molto si è scritto e detto e che il blog "Divine Ribelli" vuole ricordare attraverso la recensione al bellissimo saggio di Giorgia Penzo, "I Processi a Luigi XVI e Maria Antonietta. Dal trono al Patibolo".

La Rivoluzione Francese ha rappresentato non solo la fine di un’epoca, ma la morte annunciata di un mondo da tempo in lento declino, una pesante porta che si è chiusa per sempre su un passato che, nonostante i difetti, ha permesso la nascita dell’era moderna (la quale, ovviamente, è tutto fuorché perfetta).
 
Per questo motivo la rivoluzione che ha portato sul patibolo i re di Francia non può essere archiviata come un fatto storico di cui tutto si sa e più niente c’è da scoprire.
 
I “semi” del futuro, che per noi è il presente quotidiano pieno di vantaggi e opportunità, ma anche svantaggi e limiti, sono stati piantati proprio negli eventi storici politici e sociali che precedettero (anche di decenni) la caduta di Luigi XVI e Maria Antonietta, persino nelle loro condanne a morte e ancora nelle stesse personalità dei sovrani, quei caratteri su cui ancora oggi tanto si discute, talvolta basandosi su menzogne che si tramandano da secoli.
 
Giorgia Penzo ha fatto un lavoro straordinario sulle fonti, nell’impostazione e nella stesura del suo saggio “I Processi a Luigi XVI e Maria Antonietta. Dal trono al patibolo”, edito da Genesis Publishing. Non solo, infatti, l’autrice è riuscita a separare i fatti dalle opinioni spesso viziate dall’odio e dalla sete di rivalsa, ma ha affrontato con piglio deciso, oggettivo, insomma da vera storica un avvenimento complesso e pieno di sfaccettature.
 
Lo stile è chiaro e vi assicuro che, per livello di coinvolgimento emotivo, quest’opera non ha nulla da invidiare a un romanzo (questo mi preme dirlo per i detrattori che, sbagliando, considerano noiosi tutti i saggi).
 
Giorgia Penzo analizza le questioni che, di solito, quando studiamo la Rivoluzione Francese, diamo per scontate o, comunque, su cui non ci soffermiamo molto (e facciamo male); prima di arrivare ai processi veri e propri che videro imputati Luigi XVI e Maria Antonietta, viene delineato il concetto di assolutismo e del ruolo inviolabile, dato per diritto divino, dei re di Francia.
 
Questo primo tassello è fondamentale per capire perché è scoppiata la Rivoluzione e come si è arrivati a processare e condannare i simboli “umani e regali” dell’assolutismo e del diritto divino al governo.
 
Accanto a queste analisi molto precise, Giorgia pone le basi per la discussione sullo sviluppo, il funzionamento e la posizione della giuria penale in Francia; ciò serve per capire anche l’ascesa di un personaggio come Robespierre (e, in maniera indiretta, la sua caduta).
 
Il saggio, a questo punto, arriva al cuore dell’argomento: la ricostruzione dei processi al re e alla regina, la cui trattazione viene sviluppata riportando i fatti storici, la linea dell’accusa e della difesa, i diversi punti di vista dei protagonisti politici dell’epoca in merito alla sorte di Luigi XIV e Maria Antonietta, le sentenze e i testamenti dei due sovrani.
 
Il testo è accompagnato da ricche appendici che riportano, tra gli altri documenti, la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino (1789) e la Costituzione francese del 1791.
 
“I Processi a Luigi XVI e Maria Antonietta. Dal trono al patibolo” è un ottimo saggio in cui l’eccellente selezione bibliografica e il linguaggio scevro di elementi superflui e ridondanti sorreggono le tesi originali e profonde dell’autrice.
 
In particolare mi soffermo sull’importanza storica e politica della fuga di Varennes (21 giugno 1791): Giorgia Penzo sostiene, giustamente, che questa mossa pericolosa, azzardata da parte della famiglia reale, rappresentò il punto di non ritorno per i sovrani e l’Ancien Régime.
 
Leggendo il saggio mi sono trovata totalmente d’accordo con questa e con le altre tesi espresse; il tentativo di fuggire, infatti, gettò discredito sulla famiglia reale e, soprattutto, sul loro ruolo. La Francia perse definitivamente fiducia nel “padre” e nella “madre” regali.
 
Fu un colpo durissimo che culminò con l’eliminazione definitiva dei sovrani e con il progressivo disgregamento, anzi, una vera e propria demolizione delle personalità di Luigi XVI e Maria Antonietta (iniziate, a dire il vero, quando i due erano ancora in vita e regnavano, pur avvertendo i sinistri scricchiolii del loro universo fatto di codici in apparenza indistruttibili).
 
Se l’esecuzione di Luigi XVI rappresentò l’ultimo respiro dell’Ancien Règime sul letto di morte, una scena quasi inevitabile visti i fatti, la decapitazione di Maria Antonietta fu lo scempio perpetrato sul cadavere dello stesso Ancien Régime.
 
Maria Antonietta, lo spiega molto bene Giorgia Penzo, fu il capro espiatorio, come regine e come donna, il simbolo di tutti i mali del popolo, una sorta di “strega” da ardere sul rogo, la straniera che aveva corrotto la dinastia, la spia, la donna frivola, viziosa e incurante delle grida di dolore provenienti da quella terra che era divenuta la sua seconda patria. Il processo farsa che subì ne è la prova.
 
L’autrice del saggio mette in rilievo le mancanze della regina, i suoi intrighi più o meno consapevoli, ma la decisione di giustiziarla andò oltre tutto questo e, per citare le parole contenute nel saggio: “…derivò dall’esasperazione del popolo e fu essenzialmente il suo urlo liberatorio”.
 
“I Processi a Luigi XVI e Maria Antonietta. Dal trono al patibolo” è un saggio avvincente che ci permette di entrare nel passato francese dalla porta principale, ovvero attraverso i cancelli di Versailles.
 
La Storia, ancora una volta e grazie alla narrazione precisa e attenta di Giorgia Penzo, ci consente di scoprire noi stessi tramite le vite di chi ci ha preceduto e gli avvenimenti senza i quali, nel bene e nel male, oggi noi non saremmo qui a discutere dei nostri innumerevoli difetti e a tentare di trovare la ragione che anima il nostro mondo così complicato, eppure così vivo e vero.
 
 
Il Libro
 
Titolo: I Processi a Luigi XVI e Maria Antonietta. Dal trono al patibolo
 
Autore: Giorgia Penzo
 
Casa editrice: Genesis Publishing
 
Pagine: 250
 
Data di Pubblicazione: 23 giugno 2014
 
Prezzo: 3,20 euro
 
Formato: ebook
 
 
 
 
Sinossi
 
La storia, si sa, la fanno i vincitori. Alcuni personaggi sono diventati immortali anche grazie a gesti che non hanno mai compiuto, o frasi che non hanno mai pronunciato. Maria Antonietta, ad esempio, non disse: «Se non hanno pane, che mangino brioche». Qual è allora la verità e dove iniziano le menzogne dei detrattori? Il libro racconta il passaggio in Francia dalla monarchia di diritto divino – tipica dell’ancien règime – all’instaurazione della giuria penale propria della realtà rivoluzionaria, fino a giungere all’analisi dei processi del re e della regina che hanno segnato la fine di un’era. Cosa significava per un re essere investito del potere di regnare direttamente da Dio? Come la giuria penale – istituto di origine anglosassone – si è sviluppata in Francia? Se Luigi XVI era inviolabile secondo la Costituzione francese, com’è stato possibile processarlo? Come si svolsero le votazioni e in che clima? Ci furono brogli? Maria Antonietta era realmente colpevole dei reati che le furono ascritti? Perché la regina era così odiata dal popolo? Queste sono solo alcune delle domande alle quali questo saggio cerca di dare una risposta.
 
 
L’autrice
 
Giorgia è nata a Reggio Emilia. Dopo aver conseguito la maturità magistrale, si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Parma dove si laurea a pieni voti. Le discipline a cui resta particolarmente legata sono Filosofia e Storia del diritto. Essendo da sempre interessata al passato e ai suoi protagonisti, la storia e la ricerca sono parte integrante della sua passione per la scrittura. I suoi interessi spaziano dalla mitologia classica, fino all'arte e il cinema. È autrice di diversi racconti e di una duologia urban fantasy composta dai romanzi Red Carpet e Asphodel.
 
 
 
 
 
 
 
 
Per saperne di più
 
Il blog di Giorgia Penzo.
 
La pagina Fb dell’autrice.
 
Il profilo Twitter dell’autrice.
 
Anteprima del saggio su “Divine Ribelli”.
 
La pagina dedicata al libro sul sito della casa editrice, dove troverete anche il booktrailer.
 
Scheda libro su Goodreads.
 

martedì 7 ottobre 2014

In memoria di Anna Politkovskaja

“Bisogna essere disposti a sopportare molto, anche in termini di difficoltà economica, per amore della libertà”.
Anna Politkovskaja
 
Cosa ci ha lasciato Anna Politkovskaja? Il suo esempio, la sua esistenza dedicata al giornalismo, al rispetto dei diritti umani, al senso del dovere, alla verità e il suo terribile omicidio ci hanno insegnato qualcosa? Hanno smosso davvero, nel profondo le nostre coscienze?
 
Anna ha affrontato momenti duri, capaci di piegare e spezzare chiunque; era un personaggio scomodo, che conosceva bene la paura, ma non se ne faceva scalfire, perché in lei era più forte la responsabilità di riportare ciò che vedeva, scrivere per far conoscere la realtà, per analizzarla senza filtri né restrizioni.
 
Per Anna Politkovskaja la scrittura era vita, il mezzo privilegiato per raccontare i fatti, il simbolo della libertà per cui si è disposti a morire, poiché la morte, superati certi limiti imposti, diventa una circostanza da prendere in considerazione, una compagna indesiderata ma presente, un pensiero che affiora dall’inconscio a segnalare un pericolo reale.
 
Quel pericolo, purtroppo, si è materializzato, per la giornalista russa, otto anni fa, quando il suo corpo è stato ritrovato nell’ascensore del palazzo in cui abitava, colpito da quattro proiettili.
 
Chi era Anna Politkosvaja e qual è, oggi la sua eredità morale e intellettuale? Quali sono state le conseguenze della sua morte e cosa abbiamo imparato dal suo coraggio e dai suoi scritti?
 
Una cosa è certa: non la dimenticheremo, perché relegarla nell’oblio della memoria sarebbe ucciderla due volte e fare un torto tremendo a noi stessi e a tutti quelli che credono nella libertà e amano la vita.
 
 
Vita e morte di una giornalista non rieducabile
 
“Il compito di un dottore è guarire i pazienti, il compito di un cantante è cantare. L’unico dovere di un giornalista è scrivere quello che vede”.
Anna Politkovskaja
 
Il titolo di questo paragrafo dice più di molte parole. Fu la stessa Anna Politkovskaja a definirsi “non rieducabile”. Una donna e una giornalista scomoda, difficile da affrontare e da battere, anche perché i suoi articoli facevano (e fanno ancora oggi) il giro del mondo, rendendola una delle voci russe più affermate e ascoltate in Europa e negli Stati Uniti.
 
Anna nacque nel 1958 a New York in una famiglia di diplomatici. Studiò giornalismo all’Università di Mosca, laureandosi con una tesi su Marina Cvetaeva (poetessa e scrittrice invisa al regime di Stalin, una vera “voce fuori dal coro” originale e potente).
 
Negli anni Ottanta iniziò a lavorare per il quotidiano Izvestija, uno dei più famosi giornali russi e anche tra i più antichi (venne fondato nel 1917 a San Pietroburgo, allora Pietrogrado). Dal 1994 al 1999 collaborò con la Obščaja Gazeta e proprio come inviata di questo giornale si recò in Cecenia per la prima volta, con lo scopo di intervistare Aslan Alievič Maskhadov, che era appena stato eletto Presidente della Cecenia.
 
Di questo Paese Anna parlò moltissime volte in numerosi articoli e nei libri che scrisse con stile appassionato e rigoroso, denunciando le misere condizioni di vita dei ceceni, i conflitti di cui furono vittime, la strategia politica di e le mire di Mosca su questo territorio, le violenze e l’omertà, come anche i giochi di potere che vedevano coinvolte le più alte personalità politiche cecene e russe.
La giornalista visitò in più occasioni la Cecenia, protagonista dei suoi duri e coraggiosi reportage di guerra, a fare interviste ai civili e ai militari, criticando con veemenza il governo russo e schierandosi dalla parte dei più deboli.
 
Dal 1999 fino alla morte lavorò per la Novaja Gazeta e nel 2001 dovette fuggire a Vienna perché perseguitata dalle minacce di morte di Sergei Lapin, ufficiale dell’OMON, ovvero l’unità antiterroristica della polizia russa.
 
Anna, infatti, aveva accusato Lapin di crimini contro i civili ceceni e nel 2005 l’uomo fu condannato proprio per le torture e la scomparsa di uno studente ceceno.
 
Nel 2002 Anna Politkovskaja condusse personalmente, insieme ad altri personaggi di spicco come il giornalista inglese Mark Franchetti e il politico russo Evgenij Primakov, le trattative per la liberazione degli ostaggi durante la crisi del Teatro Dubrovka.
 
Nel 2004 la reporter ebbe un malore proprio durante il viaggio verso Beslan, dove era in corso il sequestro, da parte dei terroristi ceceni, di circa 1200 persone. Come sappiamo, la vicenda terminò, purtroppo, in una terribile strage. 
 
In molti sostennero che qualcuno avesse tentato di avvelenare Anna Politkovskaja, già in volo verso Beslan e pronta a offrirsi di nuovo come mediatrice per salvare le vite degli ostaggi ma, ancora oggi, la verità rimane avvolta nel mistero.
 
Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja venne barbaramente uccisa. Nel corso degli anni si è detto e scritto molto su di lei, sui suoi reportage, sul fatto che fosse considerata una sorta di reietta (Anna stessa lo sostenne), una nemica da eliminare fisicamente, poiché in nessun altro modo sarebbe stato possibile metterla a tacere.
 
Si è parlato di indagini condotte male, in modo troppo sbrigativo, di responsabilità ai vertici del governo russo, di un processo lungo e pieno di ostacoli al termine del quale sono stati condannati tutti e cinque gli imputati: Rustam Makhmudov, accusato di essere il killer, sconterà l’ergastolo, come suo zio Lom-Ali Gaitukayev; i fratelli di Rustam, Dzhabrail e Ibragim Makhmudov sono stati condannati, in qualità di complici, a quattordici e dodici anni, mentre Sergei Khadzhikurbanov, accusato di aver organizzato l’omicidio, dovrà passare in carcere venti anni. 
 
All’appello, però, manca ancora il mandante dell’omicidio. Sergeij Sokolov, vice direttore della Novaja Gazeta, ha chiesto di continuare a indagare in tal senso, tenendo conto del fatto che Anna è morta proprio a causa delle sue inchieste, una delle quali, riguardante le torture commesse sui civili ceceni, doveva essere pubblicata proprio quel maledetto 7 ottobre.
 
Un tassello fondamentale di questa vicenda deve ancora essere trovato, affinché si possa scrivere davvero tutta la verità sulla morte di Anna Politkovskaja. Anche per questo motivo non possiamo e non dobbiamo dimenticare.
 
 
“L’unico dovere di un giornalista è scrivere quel che vede”
 
“Certe volte le persone pagano con la vita il fatto di dire ad alta voce ciò che pensano”.
Anna Politkovskaja
 
Se non vi è mai capitato di leggere un articolo o un libro di Anna Politkovskaja, vi consiglio di iniziare al più presto. Ogni frase racchiude una vera e propria lezione di giornalismo.
Anna raccontava ciò che vedeva, analizzava i fatti come le si presentavano innanzi, dando testimonianza diretta delle diverse realtà che incontrava nel suo cammino.
 
La notizia, insomma, non veniva “confezionata” per il lettore, né alterata secondo canoni artistici. Veniva presentata senza fronzoli, “nuda”, affinché il pubblico potesse farsi un’opinione senza possibilità di fraintendimenti.
 
Lo stile della giornalista ricalcava, ovviamente, quello della sua personalità: schietto, determinato, coraggioso, dirompente, chiaro, incline all’analisi e all’approfondimento.
 
Anna, dunque, seppe non solo riportare e narrare, ma soprattutto spiegare e testimoniare con passione e grande umanità un pezzo importante della Storia russa di cui è stata attenta osservatrice e, in parte, protagonista, pagando davvero con la vita la legittima aspirazione alla libertà.
 
 
Conclusione
 
“Sono assolutamente convinta che il rischio sia parte del mio lavoro; il lavoro di una giornalista russa e non posso fermarmi perché è il mio dovere”.
Anna Politkovskaja
 
Qual è, allora, l’eredità di Anna Politkovskaja? La sua esistenza ci ha lasciato un grande insegnamento: l’amore per la verità, perché solo attraverso essa diventiamo liberi.
 
Anna ci ha fatto capire che possiamo, anzi, dobbiamo essere spettatori e attori del nostro tempo, osservando e scrivendo, imparando e vivendo.
 
Non ci sono segreti esistenziali da svelare, è tutto molto semplice e, proprio per questo, dannatamente difficile. Affrontare i giorni che ci sono stati concessi vuol dire che il nostro sguardo e la nostra attenzione devono essere sempre rivolti a ciò che ci circonda, alla realtà e al momento presente, soprattutto quando ciò che vediamo non ci piace.
 
Noi non siamo solo figli del nostro tempo, ma anche protagonisti di ciò che per noi è quotidianità, ma per quelli che verranno dopo rappresenterà il passato, la Storia. Siamo, quindi, i primi testimoni di ciò che è giusto e di ciò che non lo è.
 
Di tutto questo, di ogni errore e di ogni negligenza ci verrà chiesto conto persino quando, ormai, non saremo più qui per poterci difendere. 
 
Spetta a noi fare la nostra parte, vivere con pienezza, essere consapevoli, imparare a pensare con la nostra testa. Non importa se siamo o meno scrittori o giornalisti; ognuno di noi può lasciare testimonianza valida di ciò che ha visto e vissuto senza paura di essere giudicato.
 
Anna Politkovskaja era, prima di tutto, una donna. Il coraggio l’ha imparato vivendo.
 
 
Bibliografia
 
Anna Politkovskaja, “La Russia di Putin”, Adelphi, 2005;
 
Anna Politkovskaja, “Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka; le verità scomode della Russia di Putin”, Mondadori, 2007;
 
Anna Politkovskaja, “Diario russo 2003-2005”, Adelphi, 2007;
 
Anna Politkovskaja, “Un piccolo angolo d’inferno”, Rizzoli, 2008;
 
Anna Politkovskaja, “Cecenia, il disonore russo”, Fandango Libri, 2009;
 
Anna Politkovskaja, “Per questo. Alle radici di una morte annunciata. Articoli 1999-2006”, Adelphi, 2009;
 
Riscassi Andrea, “Anna è viva. Storia di Anna Politkovskaja una giornalista non rieducabile”, Sonda, 2009;
 
Massini Stefano, “Anna Politkovskaja”. Con Dvd, Promo Music, 2009;
 
Matteuzzi Francesco, Benfatto Elisabetta, “Anna Politkovskaja”, Becco Giallo, 2010;
 
Norén Lars, “Anna Politkovskaja. In memoriam”, Campanotto, 2013.
 
 
Sitografia
 
Gli articoli di Anna Politkovskaja in italiano su “Internazionale":