Da oggi il blog si arricchisce di una nuova rubrica, “Donne nel Mistero”, dedicata alle essenze femminili sfuggenti, talvolta caratterizzate da un deciso, violento tratto negativo. Storie mai risolte, avvolte dal mistero, appunto, su cui ancora sussistono troppi dubbi; enigmi che, intrecciandosi, danno vita a un dedalo di ipotesi e possibilità.
Il primo appuntamento di questa rubrica ha per protagonista uno dei personaggi più malvagi della Storia, una donna perversa, sadica: l’assassina seriale Erzsébet Bàthory.
Su di lei si è scritto e detto moltissimo, cercando di afferrare la vera natura di questa aristocratica dalla mente disturbata e trovare, così, un’origine alla sua leggenda nera.
Erzsébet viene definita “vampira” eppure, riflettendo meglio, la sua figura è più simile a quella della strega dedita alle arti magiche la quale, nell’immaginario collettivo, ha il potere di manipolare gli elementi e i nemici attraverso sortilegi e pozioni.
La nobildonna, infatti, dedicò gran parte della sua vita alla magia e all’alchimia.



