lunedì 30 maggio 2016

Recensione. “Quando sarò farfalla” di Rocco Maffongelli

Siamo abituati a pensare che la strada da percorrere tra noi e i nostri obiettivi sia lineare e che ogni minima deviazione (fallimento) sia irrimediabile. Riteniamo che solo la bellezza debba essere mostrata e la bruttezza nascosta, quasi fosse una vergogna.

Abbiamo anche la convinzione che il bene possa esistere da solo e, spesso, non ci piace riflettere sull’esistenza del suo “doppio” antitetico, il male. Il nostro cervello crea tali illusioni, poiché teme tutto ciò che non è razionale, candido e lineare; è una sorta di difesa che, talvolta, produce ulteriori problemi.

La natura, invece, sa per istinto che il bene non può esistere senza il male, che non può esistere predatore senza preda, né vita senza morte. Tutto è in continuo divenire, è trasformazione, a volte dolorosa, è cambiamento, lo stesso a cui il cervello umano cerca di resistere. La farfalla sa che le sue ampie ali e gli splendidi colori sono un dono a metà, frutto di un lungo, lento processo esistenziale di cui nessuno garantisce il risultato. Il bruco è una farfalla in potenza, un involucro a sua volta chiuso in un bozzolo, in attesa di librarsi nell’aria. Non c’è una spiegazione a questa doppiezza bruco/farfalla, bruttezza/bellezza, desiderio/appagamento del desiderio. E’ così e basta. Un destino in parte già scritto, in parte da scrivere.

Tutti possiamo diventare farfalle, o almeno tentare l’impresa. Questo è uno dei significati del coinvolgente romanzo, a metà tra il noir e il thriller venato di eros, di Rocco Maffongelli, “Quando sarò farfalla”, edito da Genesis Publishing. Serve un obiettivo chiaro, audacia e pazienza, non è impossibile. Anche nel nostro caso, però, il traguardo non è un dato di fatto e quasi sempre lo si avvista solo alla fine di una lunga strada in salita.

Basta poco, un passo sbagliato, una folata di vento o, magari, un retino per farfalle ed ecco che siamo in gabbia, le ali si strappano o, addirittura, non riusciamo neppure a uscire dal bozzolo. Siamo tesi verso la libertà, l’anima sa di essere nata libera eppure, per cause che non dipendono da noi o, al contrario, che noi stessi creiamo, nell’arco di un secondo si ergono sbarre inviolabili intorno al nostro cuore. Accettiamo di non volare, chiniamo la testa e diventiamo schiavi del mondo.

Piero, giovane studente di ventisette anni con la passione, ancora non concretizzata, per la scrittura, è certo che un giorno sarà una farfalla. Non ha ben chiaro il modo in cui avverrà la metamorfosi, ma l’indole stessa gli suggerisce che la sua esistenza da “bruco”, anonima e senza grandi traguardi raggiunti, presto finirà. Non immagina, Piero, che tale cambiamento possa avvenire proprio nella pizzeria in cui lavora, di malavoglia, tra clienti affamati e colleghi invadenti.

La magia avviene quando meno se l’aspetta, quando il suo destino incrocia quello della bella Vanessa (melodioso nome di farfalla), più grande di lui e sposata. Tra i due scoppia un amore intenso e appassionato, finalmente le farfalle spalancano le ali al mondo o, almeno, tentano di farlo, controvento.

Potremmo essere anche più precisi: Vanessa vorrebbe essere una farfalla, ma ormai ha perso ogni speranza che ciò possa avvenire. Ha quarantacinque anni ed è intrappolata nel bozzolo di un matrimonio spento, che si trascina tra silenzi e monotonia. Non c’è quasi più amore, la passione è finita presto. Su quest’ultimo punto, poi, è il caso di soffermarsi. La nostra protagonista femminile, infatti, ha affidato la speranza di spiegare le ali ed essere libera ad Antonio, un uomo che non riesce a dimostrare quanto ami sua moglie e, peggio ancora, non ha imparato a incanalare e modellare una sessualità ora repressa, ora dirompente.

Antonio non sarà mai una farfalla e lo sa bene, perché respinto negli inferi della perversione, dell’eros non condiviso con la persona amata, bensì vissuto come fosse un segreto vergognoso. Per questo non può accettare che Vanessa lo abbandoni a terra, sbattendogli in faccia le sue ali variopinte d’amore e libertà.

Le vite dei personaggi giocano sul filo dei desideri e della possibile attuazione di essi: Piero può e vuole, dunque la sua ferrea volontà gli consente di innescare il cambiamento; Vanessa non può ma vuole e il desiderio oltrepassa i limiti imposti dal matrimonio e dalla convenienza; Antonio non può e, pur credendo il contrario, non vuole e proprio la sua scelta di non cambiare, di reprimere il desiderio amoroso, di accontentarsi dell’illusione di un facile appagamento fisico, lo porterà su una strada da cui non si ritorna.

Potremmo dire che Piero rappresenta la farfalla appena uscita dalla sua “prigione”, Vanessa ha, invece, il fascino di una crisalide, mentre Antonio non è che un uovo fragile, pieno di crepe. Tutti e tre vivono e agiscono in bilico tra il bene e il male, tra la volontà e la rassegnazione, l’amore e l’odio, la vita e la morte.

La narrazione scorre fluida, catturando il lettore e mantenendo, fino al colpo di scena finale, questo delicato equilibrio che ricorda non solo il percorso non lineare di cui parlavamo all’inizio, bensì il volo inaspettato e, in apparenza, inconsapevole, di una farfalla che ci passa davanti, invogliandoci a seguire il suo cammino libero.

Quando sarò farfalla” è un romanzo ottimo anche nello stile, veloce, dinamico ma non superficiale, nell’accurata descrizione dei personaggi, ben delineati sia fisicamente che psicologicamente e nell’ambientazione campana, originale, reale e vera.

L’amore di Piero e Vanessa sopravvivrà alla doppiezza di Antonio, alla sua ambiguità dietro la quale quest’ultimo cela ogni sconfitta amorosa ed esistenziale, oltre al vuoto della meschinità? Le due farfalle spiccheranno il volo insieme?

Non ve lo dirò mai, ora tocca a voi leggere questo romanzo sorprendente e trarne gli spunti necessari per trasformare voi stessi e la vostra quotidianità nel volo di una farfalla. S

i tratta di una storia d’amore, ma anche di accecante gelosia, di abbagliante passione, di catene spezzate e di nuovo forgiate che vi terranno col fiato sospeso; rosa e nero, infatti, sono i colori dominanti di “Quando sarò farfalla”.

Certo, la vita di una farfalla è breve, ma non ci hanno insegnato che la fine è solo l’inizio della rinascita


Il libro

Titolo: Quando sarò farfalla

Autore: Rocco Maffongelli

Casa editrice: Genesis Publishing

Pagine: 327

Pubblicazione: aprile 2016

Prezzo: ebook: 3.99; cartaceo: 10.60;







Trama

Piero, studente di ventisette anni con il sogno della scrittura, comincia a lavorare in una pizzeria della provincia di Salerno. Tra la paura di essere impreparato e il bisogno di portare qualche spicciolo a casa, nel locale incontra Vanessa, la donna che, in pochi giorni, in pochi gesti, gli cambia ogni prospettiva. La differenza d’età tra i due non conta, Piero e Vanessa vivono il loro amore nella maniera più passionale possibile. Su di loro incombe, però, la figura di Antonio, il marito della donna, impegnato a sua volta nella lotta interna tra bene e male, tra normalità e perversione. Un vortice di eventi e decisioni porterà i personaggi a un epilogo insospettabile, perché l’oscurità è il peggior nemico dell’essere umano. (Informazioni tratte dal sito della casa editrice Genesis Publishing).


L’autore

Nasce a Salerno nel 1987. Ottiene un diploma di liceo scientifico e si laurea in Discipline delle Arti Visive, della Musica e dello Spettacolo (Davimus) presso l’Università degli Studi di Salerno, prima di concludere anche la laurea magistrale in Scienze dello Spettacolo e della Produzione Multimediale. Dal settembre 2015 vive in Inghilterra, nella città di Bournemouh. Prima di Quando sarò farfalla, ha pubblicato una raccolta di poesie dal titolo Amori e vite (Il Filo, 2007). (Informazioni tratte dal sito della casa editrice Genesis Publishing).


Per saperne di più

La pagina dedicata al romanzo sul sito della casa editrice Genesis Publishing. Potrete trovare le informazioni sul romanzo, il promotional video, il parere dell'editore e i link d'acquisto.

sabato 2 aprile 2016

Guest post: "Il mare è sempre lì che ti guarda" di Emiliana Erriquez

Oggi ho il piacere di ospitare sul blog un guest post dell'autrice Imma D'Aniello, ovvero la recensione al romanzo di Emiliana Erriquez "Il mare è sempre lì che ti guarda".
Buona lettura!
 
“Certi momenti si ricordano bene, sono indelebili. Altri si perdono nel tempo e anche sforzandoci, non riusciremo mai a riportarli alla memoria”. Il mare è sempre lì che ti guarda. Ciò che resta di un ricordo è questa scritta su una coperta, che avvolge i ricordi di Barbara, accarezzando il suo cuore intorpidito dal dolore. Un romanzo, che scava nelle radici dei sentimenti più puri in cerca di valori sani e affetti sinceri.
Due ragazze che vivono la loro adolescenza, sognando il futuro, stese sulla battigia, mentre i loro pensieri si perdono tra le nuvole che imbiancano un cielo limpido come i loro occhi. Il vento, il mare e la loro amicizia, quella che le avrebbe legate per la vita e oltre.
Un filo invisibile, che avvolge due destini e li dirige, inesorabilmente, verso eventi, che s’intersecano talmente tanto, da rendere Barbara e Chiara, l’una parte dell’altra. Un unico cuore, che pulsa ogni battito Barbara non avrebbe mai potuto immaginare quanto dolore la vita le potesse riservare, mentre si stringe forte a Chiara, su un vecchio Ciao, scorazzando per il paese nei pomeriggi assolati di Ostuni.
Ha cercato di nasconderle il suo dolore e la paura che ha vissuto per lunghi dieci anni, quando ha deciso di indossare la maschera di una donna felice, per non cedere, per poterci credere. Chiara c’è sempre stata per Barbara, anche quando lei ha deciso di non continuare gli studi ma di sposarsi, rinunciando al suo sogno di laurearsi per seguire il suo cuore. Nei silenzi dei giorni passati senza parlarsi, la voce di Chiara, l’ha sentita forte dentro e quella stessa voce poi, finalmente la ha ascoltata, incoronando il suo sogno molti anni dopo, quando, avendo perso ogni speranza, si è lasciata condurre dalla sua amica.
Gioie e dolori investono, come onde di un movimento perpetuo del mare, la loro esistenza. Un romanzo che lascia in bocca il sapore del mare e il sale pungente sulla pelle, che attraversa i pori e giunge al cuore. “Vorrei provare questo dolore al tuo posto, Chiara.” – pensa Barbara, mentre l’amica mette alla luce suo figlio, quel bambino che qualche anno dopo la chiamerà mamma al posto di Chiara. Un mare in tempesta ha travolto le due ragazze spensierate. Nei ricordi della loro giovinezza, delle scelte sbagliate, dei segreti taciuti, rimbomba forte, come un eco assordante, l’assenza di Chiara. Chiara non c’è più, eppure c’è sempre. Vive negli occhi di Riccardo e nella mente di Antonio.
Vive nel petto di Barbara che ha sofferto e ha vissuto con lei gli ultimi istanti di vita, incoraggiandola a lottare mentre il cancro l’ha divorata. Chiara ha perso la sua battaglia e Barbara si chiede se mai smetterà di sentirsi in colpa, per essere viva e per avere occupato il suo posto, tra le braccia di suo marito e di suo figlio.
“Grazie Chiara ovunque tu sia. Il mare mi rimanderà l’eco della vita passata insieme, sarà lì per noi, ogni volta che ne avrò bisogno. Io e te. Per sempre, amica mia.
 
 
Il libro
 
Titolo: Il mare è sempre lì che ti guarda
 
Autore: Emiliana Erriquez
 
Casa editrice: Amazon Media
 
Formato: ebook
 
Pagine: 255
 
Anno di pubblicazione: 2016
 
 
 
 
 
 
Trama
 
Barbara e Chiara sono cresciute insieme, si conoscono dall’età di sei anni. Stessa scuola, stesse avventure, stessi problemi adolescenziali. Fino a quando Barbara non incontra Andrea, un uomo più grande che ha un tale ascendente su di lei da allontanarla dalla sua migliore amica. Dopo mesi Barbara e Chiara si rivedono e comprendono gli errori commessi, promettendosi tacitamente di non separarsi mai più. Sullo sfondo della campagna pugliese, in una incantevole Ostuni con il suo mare azzurro e le sue spiagge affollate, le due ragazze diventano insieme donne, si ritrovano sposate, Chiara persino in attesa del suo primo figlio. Ma le cose sembrano cambiate, all’improvviso Chiara ha la sensazione che Barbara nasconda un segreto anche se non può immaginare quanto sia tragico. Con l’aiuto della sua amica, Barbara affronta quello che sembra il dolore più grande della sua vita prima che tutto all’improvviso cambi di nuovo e metta alla prova il suo equilibrio, la sua forza. Lottando per anni con i sensi di colpa, e i ricordi dolorosi che si affacciano in ogni momento della giornata, Barbara comprende quanto sia fortunata ad avere nella sua vita amore e dedizione, grazie a Chiara.
 
 
L'autrice
 
Emiliana Erriquez è nata e cresciuta in Italia, si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università de L’Aquila nel 2002 ed ha conseguito un Master in Traduzione inglese-italiano nel 2004. Ha lavorato come giornalista pubblicista per qualche anno nella redazione di alcuni settimanali e vissuto negli Stati Uniti per un breve periodo. Ora si occupa di traduzione dall’inglese all’italiano di libri di autori internazionali. Autrice del saggio ‘Oriana Fallaci: una vita vissuta in pienezza’ vincitore del premio Giuseppe Sciacca 2006, nel 2007 ha pubblicato il suo primo libro ‘Lasciami stare’ edito da Giovane Holden Edizioni e ora disponibile su Amazon in versione selfpub. Da questo, è stato tratto il breve racconto ‘Sono solo una bambina’, ancora bestseller su Amazon. Ha pubblicato il romanzo ‘Not This Time’, scritto in lingua inglese a cui ha fatto seguito ‘Il mare è sempre lì che ti guarda’. Autrice indie convinta, si impegna ad aiutare autori self-published come lei – italiani e stranieri – con interviste, blog post e tweet sul suo blog Anima Indie (animaindie.com). Emiliana adora leggere e, soprattutto, scrivere. Ama gli Stati Uniti e la cultura a stelle e strisce, il cibo vegetariano e il movimento. Durante le sue passeggiate, ascolta la sua musica preferita e pensa alla trama dei suoi prossimi romanzi.

lunedì 21 marzo 2016

Irina Livshun. Troppo vecchia per essere una modella

Irina Livshun aveva solo trentun anni, era bellissima ma si sentiva vecchia. Vecchia per lavorare come modella, per sfilare ed essere apprezzata (amata?) da tutti. Da qualche mese le agenzie di moda non la cercavano quasi più, preferendole ragazze più “giovani” e lei era sprofondata nell’apatia, allontanandosi dagli amici e perdendo, poco a poco, la voglia di vivere e di sperare. Qualche giorno fa questa affascinante indossatrice kazaka ha deciso di suicidarsi, dandosi fuoco con una bomboletta di gas nella sua casa di Almaty.
 
Una notizia triste da leggere e impossibile da credere, eppure così vera da far male. Scegliere di morire perché si ritiene di non avere più l’età per inseguire un sogno o per ricominciare, per dar vita a un nuovo obiettivo, per vivere una vita degna di essere vissuta. Scegliere di morire per paura di una competizione sfrenata che si basa, spesso, su modelli irraggiungibili, talvolta persino fasulli, a cui le donne (non solo le modelle) sentono di doversi uniformare per essere accettate.
 
Una pressione che può diventare subdola e insostenibile se non si è in grado di opporre una ferma resistenza figlia della ragione e della libertà di pensiero che si coltivano nel tempo, con lo studio, le relazioni e l’osservazione del mondo.
 
Prima obiezione: si sa, il mondo della moda ha regole ben precise che possono apparire perfino crudeli. In base a tali dettami si può essere “vecchie” anche prima dei trenta anni, quando tutta la vita è ancora da scrivere.
 
Vero, è così, inutile negarlo. Un dato di fatto che può piacere o meno, ma la sostanza non ne viene minimamente alterata. Ciò, però, non significa che la situazione non possa essere cambiata, che non possa evolvere. In questo senso sono stati fatti molti passi avanti, per esempio la presenza delle modelle “curvy” in passerella (benché anche questo abbia suscitato polemiche). L’impressione, però, è che si tratti ancora di eccezioni ben lontane dal divenire una norma. Le donne non sono (per fortuna, direi) manichini eternamente giovani e perfetti, ma creature di carne viva e cuore pulsante. La moda, anzi, le mode dovrebbero “uniformarsi” a loro, non il contrario. O meglio, bisognerebbe trovare l’equilibrio, il punto d’incontro tra il sogno, l’ideale di bellezza e la vita vera, in modo che siano i primi due ad aderire di più alle curve femminili, come abiti di stoffa e personalità in grado di smussare (non acuire) le paure e il senso di inadeguatezza. Inutile e dannoso creare etichette, categorie, taglie e misure secondo il canone ideale (qui il discorso va ben oltre la moda) e pretendere che tutti vi rientrino in nome dell’apprezzamento e del successo in società. A proposito, cos’è il successo? E la felicità? Cosa significa realizzarsi e vivere una vita piena? Basta una taglia 42 per riuscirci? Aveva ragione Fatima Mernissi quando sosteneva che le donne occidentali non sono davvero libere e che il loro personale harem è proprio la taglia 42 (e non solo quella). L’aspirazione all’omologazione, da sempre e, soprattutto, se portata alle estreme conseguenze, presuppone il controllo, l’impoverimento, la riduzione dei colori del mondo a uno solo, imposto.
 
Seconda obiezione: i canoni estetici sono vecchi quanto il mondo, rappresentano un ideale, una definizione che caratterizza tutte le epoche storiche. Non si può usare la moda quasi fosse il capro espiatorio di tutti i mali.
 
Verissimo anche questo, ma l’ideale non può naufragare nell’ossessione. La perfezione non esiste o, almeno, non è di questo mondo costituito, al contrario, dalla diversità, dall’unicità seppur imperfette. Il canone, l’ideale, il concetto di bellezza sono fondamentali e sarebbe scorretto tentare di nasconderlo. L’umanità ha bisogno di tuffarsi nella bellezza, appagando corpo e spirito, ma dovrebbe fare attenzione ai confini in cui relega tale idea, alle sfaccettature che le dona (o di cui la priva). Un modello di ispirazione è un balsamo per l’anima, una spinta a migliorare, non un “idolo concettuale da venerare”. L’uomo può e deve imparare a nuotare nell’oceano dell’idea e delle sue trasformazioni, a muoversi aprendosi un varco, con la ragione e l’istinto, verso le infinite possibilità che distruggono il cliché.
 
Terza obiezione: non si può sempre dare la colpa alla società, altro capro espiatorio monolitico e compatto, senz’anima, usato per lavarsi la coscienza. Del resto sono gli individui a formare la società, quindi tutti gli esseri umani, nessuno escluso.
 
Infatti. La società siamo noi. L’unico modo per cambiare ciò che non va è prendere coscienza della nostra mente e del nostro corpo, senza farci usare, imparando a selezionare, cioè a pensare, ad allenare lo spirito critico, soprattutto quello delle donne alle quali, ancora oggi, viene insegnato e “consigliato” di accettare passivamente, di lasciar addormentare la coscienza per avere una vita serena e appagata, felice (da quando la serenità si baratta? Di quale felicità si parla? Ce ne è una sola, riconosciuta e “approvata”, oppure varia in base ai desideri di ciascuno? Se questi desideri nascono dal pensiero e l’obbedienza passiva finisce per uccidere quest’ultimo, allora ciò significa che il sogno stesso è destinato a perire).
 
Il primo passo parte da ognuno di noi, ogni giorno, con determinazione. La morte di Irina Livshun è il frutto di un disagio profondo, di una pressione insopportabile sul corpo e sullo spirito e deve farci riflettere.
 
Il cammino verso la vera, individuale realizzazione di sé è, inevitabilmente, lungo e pieno di ostacoli, ma nessuno ha mai detto che sarebbe stato facile. Scavare nella coscienza, scegliere tra tante possibilità è un diritto, ma anche una responsabilità da prendere con serietà.

sabato 27 febbraio 2016

Intervista a Valentina Cardellini

Oggi sono molto felice di ospitare sul blog Valentina Cardellini, l'autrice del romanzo "Il mistero del sogno nel tempo", edito da Elister Edizioni.
 
Le sue parole sulla scrittura, la vita e l'amore fanno emergere molti temi interessanti, oltre a denotare una personalità forte. Lo so, mi ripeto, ma credo ci sia bisogno, in questo momento storico, di opinioni del genere, di caratteri che sappiano fondere la determinazione e la forza di volontà con l'empatia e l'acuta osservazione nei confronti del mondo che ci circonda.
 
Ho parlato anche troppo.
 
E' il momento di lasciare spazio a Valentina Cardellini.
 
 
  • Quando e in che modo hai capito che volevi diventare una scrittrice? Come è nato “Il mistero del sogno nel tempo” (edito da Elister Edizioni)?
 
Prima di rispondere, vorrei ringraziarti moltissimo per queste domande. È davvero gratificante sentirsi rivolgere dell’interesse dopo aver passato tanto tempo all’opera cercando di creare una storia che fosse piacevole e originale, ma soprattutto piena di emozioni che fluissero direttamente dalla mia “penna” al cuore dei lettori. Parlando ora della tua domanda, posso dirti di aver capito sin da bambina di voler diventare una scrittrice, anzi, di essere, in qualche modo, una scrittrice… Quello dello scrittore, secondo me, non è soltanto un mestiere: è più uno stato d’animo, un carattere intrinseco della personalità, una forza che scorre nelle vene e, soprattutto, una passione che nasce da subito, così come è accaduto a me: già alle scuole elementari amavo scrivere racconti e filastrocche, e ricordo che la mia maestra di italiano, colpita dalla mia fantasia, fu la prima a consigliarmi di continuare a comporre nero su bianco. Quanto a “Il mistero del sogno nel tempo”, beh, questo romanzo è nato “per caso”. Non ho mai scritto d’amore perché pensavo di risultare banale e di non aggiungere nulla di nuovo a quanto era già stato detto sul “sentimento dei sentimenti”, finché, qualche anno fa, ho iniziato a partecipare a concorsi nazionali di narrativa e poesia e mi sono imbattuta in un premio letterario che trattava proprio di questo genere, il romance storico. Avendo ricevuto molti riscontri positivi in quell’occasione (dove mi sono classificata al secondo posto con un racconto intitolato “La conchiglia dell’amore”), ho deciso di continuare sulla stessa strada e mi sono “lanciata” in una composizione più lunga e complessa partendo dal tema che desideravo trattare, quello delle anime gemelle. L’idea è arrivata subito, come un fulmine a ciel sereno... e, dopo diversi mesi di ricerche storiche e stesura della prima bozza, è nato il mio romanzo.
 
 
  • Quanto tempo dedichi, ogni giorno, alla scrittura? Da cosa e da chi trai ispirazione per le tue storie?
 
Scrivo tutti i giorni, non posso farne a meno… Però, quanto al tempo che dedico alla scrittura, dipende molto dai periodi: quando sono particolarmente impegnata, com’è ovvio che sia, compongo di meno, mentre quando riesco a ritagliarmi più libertà passo anche diverse ore nell’arco della giornata a scrivere, ideare e fare indagini. Poi, naturalmente, dipende anche dall’ispirazione: avere tempo ma non essere ispirati è controproducente per chi scrive e per la storia stessa, che viene fuori in maniera molto più macchinosa e, di conseguenza, priva di quella “scintilla” che la rende unica e speciale. Allora bisogna imparare ad ascoltarsi e, nel caso, ad aspettarsi: l’arte dello scrivere non contempla la fretta, ma deve avvenire al momento giusto, nella condizione mentale corretta, nel “tempo” in cui davvero ci si sente pronti a raccontare qualcosa con il reale intento di emozionare, e non solo perché lo si “deve” fare. E, proprio in merito all’ispirazione, credo che qualsiasi cosa, persona, attimo o situazione possa portarla: l’importante è saper osservare tutto, fare tesoro di ciò che ci si trova davanti e, nel caso, fermare subito quel “guizzo” su un taccuino, sulle note del cellulare, su qualsiasi foglio o fazzoletto per non perdere l’istante.
 
 
  • Cos’è, per te, l’amore? Credi nell’anima gemella, in questa “predestinazione” di due persone che hai raccontato così bene nel tuo romanzo?
 
Che domanda… bella e difficile al tempo stesso. È complicato spiegare che posto occupi l’amore nella mia vita, perché è talmente radicato in me che, forse, dovrei semplicemente risponderti che l’amore è tutto, è ciò che mi muove da quando mi alzo al mattino fino a quando vado a letto alla sera. L’amore in ogni sua forma è carica ed energia vitale, è spinta e motivazione, è mezzo e fine ultimo, è l’essenza di cui è permeata la vita intera. Penso che ciascuno di noi trovi nell’amore la domanda e la risposta, qualsiasi sfumatura assuma tale sentimento: che sia l’amore per la propria famiglia, l’amore per un compagno o una compagna, l’amore declinato nell’amicizia, l’amore per gli animali, per la natura, per il proprio lavoro, per la vita in assoluto. Vivere con amore è, a parer mio, la chiave per un’esistenza piena e felice. In merito al tema delle anime gemelle e alla “predestinazione” che ho raccontato ne “Il mistero del sogno nel tempo”, essendo personalmente devota a certe sfaccettature più mistiche ed eteree dell’amore, sì, mi piace credere che ciascuno di noi sia destinato a un’altra e sola persona trovata in un certo momento della vita. Che poi questo sia vero o meno non importa: confidare che là fuori, da qualche parte, ci sia qualcuno che ci cerca allo stesso modo di quanto lo cerchiamo e lo desideriamo noi è un pensiero rassicurante, pieno di sogni e speranze per il futuro.
 
 
  • Quali sono i tuoi scrittori preferiti? Cosa hai imparato leggendoli e qual è la tua definizione di scrittura in base alle tue esperienze professionali e alle tue letture?
 
I miei scrittori preferiti sono Roal Dahl e Bianca Pitzorno, miei compagni dell’infanzia e non solo. Forse, potrà sembrare inaspettato sentirsi indicare due autori del genere, dediti perlopiù alla narrativa per ragazzi, ma sono cresciuta insieme a loro ed è stato grazie alle loro meravigliose opere che ho capito il potere della lettura e della scrittura. Con Charlie e Matilde, Prisca e Colomba, e con tutti gli altri personaggi da loro creati, ho sognato come non mai e ho imparato, pagina dopo pagina, storia dopo storia, quanto un buon libro possa segnare il cuore e la fantasia di un bambino e, di conseguenza, il cuore e la fantasia di un (futuro) adulto. La lettura è questo, secondo me: viaggiare, fantasticare, imparare, rilassarsi e lasciarsi coinvolgere. La mente vola, i piedi restano, si visitano luoghi incantati mano nella mano d’incredibili personaggi, per poi ritornare alla vita reale con un bagaglio in più, un racconto in più, un’ispirazione in più. È fantastico, nulla arricchisce più della lettura. E, quanto a me che talvolta sto “dall’altra parte”, nulla arricchisce più della scrittura, che allo stesso modo mi permette di viaggiare, fantasticare, imparare, rilassarmi e lasciarmi coinvolgere.
 
 
  • Stai già lavorando al prossimo romanzo? Lascia che mi “impicci” un po’ :-), puoi darci qualche anticipazione?
 
Sì, sono sempre all’opera e sto già lavorando al prossimo romanzo. Le idee si rincorrono, l’ispirazione vaga, ma ancora non c’è nulla di definitivo… L’unica anticipazione che posso concederti è il tema: probabilmente, sarà un nuovo romanzo d’amore. Ma tutta un’altra cosa rispetto a “Il mistero del sogno nel tempo”… :-)

mercoledì 17 febbraio 2016

Recensione. “Il mistero del sogno nel tempo” di Valentina Cardellini

“Quel che il tuo cuore non vede e non sa, quel che il tuo cuore trattiene e non dà”

Credete nell’anima gemella? Nell’amore che si rinnova e, addirittura, attraversa il tempo e lo spazio in nome di due cuori che si appartengono ancor prima di saperlo, ancor prima di conoscersi? Probabilmente molti risponderanno di credere fermamente all’amore eterno, altri di volerci credere, benché ancora non l’abbiano trovato, altri ancora si mostreranno molto scettici al riguardo.

Allora provo a riformulare la domanda: credete nell’anima gemella che vi appartiene e a cui appartenete, che rappresenta il vostro destino ma, nello stesso tempo, riconosce e ama la vostra unicità e la vostra completezza in quanto individui? Dite che è un’utopia? Chissà, ma l’amore, forse, è proprio questo: scegliersi pur avendo la sensazione che tale scelta sia stata, in realtà, guidata da una forza “invisibile” (se ciò è vero o no, nessuno lo sa e può darsi che sia meglio così), trovarsi nonostante gli ostacoli che, inevitabilmente, la vita ci pone davanti, stare insieme non come “due metà di una mela”, ma proprio come “due mele” indipendenti che vogliono stare insieme.

L’emozionante romanzo di Valentina Cardellini, “Il mistero del sogno nel tempo”, edito da Elister Edizioni, ci racconta quanto l’amore possa essere forte, anzi, invincibile e vada oltre il romanticismo a cui ci hanno abituati scrittori, poeti e registi. In questo libro ci sono due “anime” protagoniste che, in tempi e luoghi diversi (tutti nel Salento), assumono nomi, ruoli, vite che li caratterizzano, benché loro essenza rimanga immutata.

Entrambe, inconsapevolmente, continuano a cercarsi e a trovarsi senza avere memoria delle esistenze passate. Quando i loro occhi si incrociano, la scintilla del sentimento che sta per scoccare si mescola a quella dell’amore più profondo, più antico, che regala loro la stupenda sensazione di conoscersi da sempre.

La storia inizia, ai nostri giorni, con il giovane Miro, ragazzo insicuro, piuttosto demotivato dai primi “scossoni” sentimentali ed esistenziali tipici della sua età. Sta cercando qualcosa, lo sa, lo sente a causa della sua inquietudine strisciante, ma non riesce a capire cosa. Il sonno agitato, gli strani sogni ricorrenti a cui non riesce a dare un senso e una nenia che, attraverso questi, si è insinuata nella sua mente, lo convincono a cambiare aria per un po’. L’occasione di una vacanza a Gallipoli, per conoscere una parte della sua famiglia, si presenta al momento giusto.

All’inizio la possibilità di visitare il magico Salento non attira più di tanto Miro, ma questi non può sapere che proprio quel luogo è il fulcro, la soluzione a tutte le sue ansie. Una lettera trovata per caso in una soffitta gli spalanca le porte del passato, di un amore che aspetta solo di essere scoperto e di una vita piena di felicità che attende di essere vissuta.

Da questo momento il lettore attraversa le epoche insieme a Miro, o forse dovremmo dire con la sua anima che si “reincarna”, di volta in volta, nella spia inglese Thomas, durante la Seconda Guerra Mondiale, nel nobile Orso Tammighi vissuto nel Seicento, nel pirata Ohmar, figlio del celebre Barbarossa (Cinquecento).

Ogni volta si ripete, seppur in circostanze diverse, il magico incontro con l’anima gemella: Enrica nel 1940, Lilianna nel 1651, Nina nel 1537, Alice nel 2015. Benché il romanzo si apra e si chiuda con la storia di Miro, il fulcro dell’intera vicenda non è lui, bensì il personaggio femminile di Lavinia (che, non a caso, non ho inserito nell’elenco suddetto e, ovviamente, non ve ne spiego il motivo) :-) la cui vicenda è ambientata nel 1440.

Lavinia, veneziana, è la figlia del “mercante di sogni” Marsilio e da lei si dipana un sogno d’amore meraviglioso, nato dalla ribellione e dall’incanto, dalla forza di volontà di questa giovane e dalla saggezza di una donna più anziana e misteriosa, Trusa.

Il romanzo si divide in due parti: nella prima conosciamo le “reincarnazioni” di Miro, nella seconda quelle della protagonista femminile, Alice. Potremmo dire, inoltre, che lo spartiacque tra le due parti menzionate sia proprio la storia di Lavinia.

Il mistero del sogno nel tempo” ha una struttura che potremmo definire “speculare”, come se il riflesso del protagonista maschile e quello della protagonista femminile si “guardassero” tramite uno specchio e, per incontrarsi, dovessero attraversarlo, andare oltre l’immagine.

Se, invece, analizziamo la storia dal punto di vista centrale, ovvero il personaggio di Lavinia, potremmo pensare a una struttura per “cerchi concentrici” con al centro la bella veneziana e, man mano, le situazioni che si snodano sempre più in là nel tempo. Il romanzo è perfetto sotto ogni punto di vista: stile scorrevole, sobrio, “compatto”, di notevole eleganza, romantico ma non melenso.

La storia si legge benissimo ed è impossibile non notare la personalità poetica dell’autrice e l’uso sapiente di ottimi espedienti narrativi, come quello del sonno profondo che catapulta i personaggi nelle diverse epoche storiche.

Il mistero del sogno nel tempo” è un libro che fa sognare e, nello stesso tempo, ci tiene ancorati a terra, spronandoci a cercare il nostro destino. Ve lo consiglio, è un’opera che merita tutta la vostra attenzione. Allo stesso modo Valentina Cardellini è una scrittrice da tenere d'occhio; la sua unicità e la vivacità narrativa sono fondamentali in un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui c’è bisogno di coraggio e originalità.
 
  
 Il libro
 
Titolo: Il mistero del sogno nel tempo
 
Autore: Valentina Cardellini
 
Casa editrice: Elister Edizioni
 
Pagine: 136
 
Data di pubblicazione: 9 novembre 2015
 
Prezzo: 1.99 euro (versione kindle)
 
 
 
 
 
 
 
 
Sinossi
 
Oggi. «Quel che il tuo cuore non vede e non sa, quel che il tuo cuore trattiene e non dà!». Questa è la litania che tormenta Miro ormai da tempo, togliendogli quel poco di serenità che cerca di conquistare nonostante la sua vita sia a un passo dal baratro. Chissà che quel viaggio nel Salento, che ha deciso di fare, non riesca a portargli le risposte che cerca e a svelargli ciò che “il suo cuore trattiene e non dà”. Anno 1440. Piena di sogni e voglia di libertà, Lavinia si ritrova improvvisamente fidanzata contro il suo volere. Disperata, trova speranza nelle parole di una vecchia strega e del suo incantesimo. «Questo è il punto di partenza e la fine del tuo viaggio. Il tempo ti sarà amico, perché nulla, in fondo, muore davvero». Ma cosa vorranno dire quelle parole? In un viaggio nei secoli, due vite si sfiorano e si amano… E al tempo non resta che piegarsi al loro amore per farli rincontrare. Ieri, oggi e per sempre. Con “Il mistero del sogno nel tempo” Valentina Cardellini arriva al cuore dei lettori con la delicatezza di una piuma ripercorrendo la vita di due anime che si rincorreranno per l’eternità alla ricerca dell’altra. Con il suo stile leggero e fluido, l’autrice ha saputo creare un’atmosfera surreale, onirica e magica in grado di trasportare la propria immaginazione in un mondo dove la vera Storia s’intreccia amabilmente con quella inventata di Miro e Lavinia.
 
 
L’autrice
 
Valentina Cardellini è nata a Bologna nel 1990. Scrive sin da bambina ed è appassionata da sempre alla Letteratura, alla Pittura e all’Arte in genere, nonostante abbia scelto un percorso di studi differente iscrivendosi dapprima al Liceo scientifico e successivamente alla Facoltà di Giurisprudenza. Negli anni si dedica soprattutto alla Narrativa per ragazzi e alla Poesia, ma soltanto nel 2012 inizia a cimentarsi nella scrittura di racconti per partecipare a iniziative letterarie promosse sul territorio nazionale. “Il mistero del sogno nel tempo” è il suo primo vero romanzo d’esordio.
 
 
Per saperne di più
 
La pagina web della casa editrice Elister Edizioni dedicata al romanzo:
La pagina web della casa editrice Elister Edizioni dedicata all’autrice:

martedì 17 novembre 2015

Anteprima “Come il sole di notte” di Sara Purpura

Oggi voglio presentarvi il nuovo romanzo di una giovane scrittrice siciliana, Sara Purpura.
 
Come il sole di notte”, romance storico disponibile su Amazon dal 16 novembre, è una storia d’amore in cui i protagonisti maschili hanno un ruolo rilevante e persino loro sono vittime, al pari della protagonista femminile Elena, delle consuetudini del loro tempo, sullo sfondo di una magica e superba Venezia.
 
Due fratelli diversi come il giorno e la notte, una donna oggetto di una inarrestabile ossessione, sfide, inganni, tradimenti e passione sono gli ingredienti di questa storia travolgente che, grazie allo stile scorrevole e armonioso dell’autrice, vi terrà con il fiato sospeso fino all’ultima pagina.
 
 
Il libro
 
Titolo: Come il sole di notte
 
Autore: Sara Purpura
 
Genere: Romance storico
 
Casa editrice: self publishing
 
Prezzo: 1,50 euro
 
Pagine: 290
 
Data di pubblicazione: 16 Novembre 2015
 
 


Sinossi
 
Thomàs Ranieri ha tutto ciò che può desiderare un giovane uomo: è ricco, bello, ha un animo dissoluto che nessuno sembra potere domare e un’indole ribelle che si addice poco al suo titolo. Alan, suo fratello, primogenito e conte per linea di successione, possiede invece la calma e la fierezza tipica di un uomo del suo rango. Quando quest’ultimo chiede in sposa la bella Elena Vendramin, figlia di uno dei duchi più vicino al doge, resta sopraffatto dalla sua bellezza e il proposito di conquistarla diviene una sfida. Ma l’amore sbaglia il suo bersaglio e, a un ballo, Elena viene attratta dal fratello sbagliato, Thomàs, che ne resta a sua volta ossessionato. In una Venezia fiera della propria identità, due destini si intrecciano fra passione e sentimento, sfidando ogni convenzione. Questa è la storia di un amore che esaudisce ogni promessa, un racconto nel tempo ma senza tempo che si dipana, avvincendo chi legge di emozioni contrastanti: due fratelli, un segreto nel passato di uno dei due, una donna intrappolata dalle consuetudini e un atroce inganno per soddisfare la brama di potere di un uomo senza scrupoli.


Estratti
 
Una voce fumosa si schiarì alle sue spalle e lei fu attraversata da un lungo fremito. «Signorina Elena?» Recuperò un'aria civettuola e si voltò, andando incontro al suo destino. Era al primo atto di quella commedia, ma valutò troppo facilmente che quella farsa somigliasse più a una tragedia e di quelle peggiori. Per questo si fece seria di colpo. Non c'era nulla di comico in quello che stava per fare. Non era preparata, anche se avrebbe dovuto esserlo da una vita, ma non adesso e non a quello che vide.
Il fratello dannato? Era così che l'aveva etichettato Caterina. E forse lo era davvero, perché quell'uomo che le si ergeva di fronte sicuro, aveva il sorriso del diavolo e le labbra più affascinanti che avesse mai sognato.
La strinse più forte e lei spalancò gli occhi, colpita da quel gesto e dal calore bruciante del suo corpo solido. Si guardò intorno. Qualcuno li stava guardando, così cercò di ammorbidirsi fra le sue braccia affinché lui mollasse un po’ la presa. «Non amo le regole, Elena. Non ne ho mai rispettate e non comincerò adesso, solo per compiacervi» sibilò al suo orecchio. «Ma ne ho alcune per vivere. Regola numero uno» sussurrò, inciampando su una pausa voluta. «Se voglio una cosa, io la ottengo.»
 
 
 «Cristo santo! Dov'è il fuoco che ho visto nei vostri occhi? Perché l'avete spento? Il vostro spirito, quel fremito di ribellione è scomparso. Perché?»
Elena ebbe l'impressione di essere buttata in un vortice di incertezze e si aggrappò alle sue braccia con forza.
«Non lo so» cercò di non urlare. «Presumo che sia ora di crescere e accettare certe decisioni.»
Thomàs la lasciò, tremante e senza fiato. La guardava cupo, ma il suo sguardo non ebbe neppure un cedimento.
«Andate da lui, allora! Firmate la vostra condanna, io non farò nulla per fermarvi.» «Thomàs, per favore...»
«Basta così» l'ammonì. «Questa conversazione è assurda e assolutamente fuori luogo. Non posso offrirvi ciò che vi darà mio fratello. Volevo solo fondere il vostro fuoco con il mio. Senza regole, Elena» le bisbigliò sulle labbra, «tranne una, ricordate?»
 
 
[…] Qualcosa si mosse in lui. La forza di un sentimento che lo aveva portato alla vita una volta, lo fece ancora. Lei era lì. Il suo angelo. La sua personale benedizione mandata da Dio. La sua preghiera esaudita, malgrado lui non la meritasse.
 
 
[…] lanciò l'animale al galoppo. Il suo cuore andava a ritmo di quella corsa estenuante; credette di impazzire per il timore di perderla. Dio! Potevano anche riacciuffarlo, sbatterlo in cella e buttare via le chiavi per quel che gli importava, ma doveva vederla. Doveva stringerla e sussurrarle che poteva farcela, che non era sola e che lui non sarebbe andato da nessuna parte senza di lei. E poi al diavolo le conseguenze! Avrebbe potuto anche morire, ma lei sarebbe stata viva. Ed era quello l'importante.
 
 
L’Autrice
 
Sara Purpura nasce a Palermo nel 1981. Malgrado si definisca “cittadina del mondo” non riuscirebbe a vivere altrove. Consegue il diploma magistrale e coltiva da sempre la passione per la scrittura, ma il destino vuole che lei compia una scelta che la porta a riporre le idee nel cassetto, per un po'. In questo frattempo non smette di scrivere, perché scrivere è il modo in cui si sente libera. Decide di farsi conoscere, tramite i social network e, in fine, trova la sua strada, pubblicando per la Genesis Publishing. Sposata e madre di due figli che adora, Sara ama leggere qualsiasi cosa, anche le etichette degli shampoo al supermercato. Se volete farla felice, regalatele un libro. Se volete vederla arrabbiata, ditele che leggere non serve a nulla. “Chi legge vive storie, che non potrebbe vivere in una vita sola” è il suo motto. Scrive storie che le piacerebbe leggere e si emoziona mentre lo fa, sperando di riversare nei suoi racconti, parte della trepidazione che prova portandole alla luce. Ama i romance, i grandi romanzi d'autore e gli storici. Scrive, legge e ama. La sua vita si ciba di questo.
 
 
Per saperne di più
 
 
 
Il profilo Facebook dell’autrice:

lunedì 9 novembre 2015

Anteprima. “Il mistero del sogno nel tempo” di Valentina Cardellini

Può l’amore attraversare il tempo e lo spazio, sopravvivere ai secoli per arrivare, intatto, a compiere un destino da sempre scritto nell’ignoto?
 
E’ possibile che due anime siano state prescelte al fine di amarsi per sempre e, per coronare il loro sogno, siano costrette a inseguirsi oltre la vita e le epoche? Se il tempo non fosse l’antidoto per dimenticare, ma per ravvivare, ogni volta, il fuoco della passione?
 
Domande universali, tra il sogno e la realtà, a cui la giovanissima scrittrice Valentina Cardellini dà voce e corpo nel suo romanzo d’esordio, “Il mistero del sogno nel tempo”,  pubblicato proprio oggi per Elister Edizioni.
 
Una coinvolgente storia d’amore, sospesa tra le infinite possibilità che il destino concede attraverso i labirinti della passione e dei secoli, da scoprire e leggere abbandonandosi tra le braccia forti del sentimento più profondo e dirompente che esista.
 
 
Il libro
 
Titolo: Il mistero del sogno nel tempo
 
Autore: Valentina Cardellini
 
Casa editrice: Elister Edizioni
 
Pagine: 136
 
Data di pubblicazione: 9 novembre 2015
 
Prezzo: 1.99 euro (versione kindle)
 
 
 
 
 
 
Sinossi
 
Oggi. «Quel che il tuo cuore non vede e non sa, quel che il tuo cuore trattiene e non dà!». Questa è la litania che tormenta Miro ormai da tempo, togliendogli quel poco di serenità che cerca di conquistare nonostante la sua vita sia a un passo dal baratro. Chissà che quel viaggio nel Salento, che ha deciso di fare, non riesca a portargli le risposte che cerca e a svelargli ciò che “il suo cuore trattiene e non dà”. Anno 1440. Piena di sogni e voglia di libertà, Lavinia si ritrova improvvisamente fidanzata contro il suo volere. Disperata, trova speranza nelle parole di una vecchia strega e del suo incantesimo. «Questo è il punto di partenza e la fine del tuo viaggio. Il tempo ti sarà amico, perché nulla, in fondo, muore davvero». Ma cosa vorranno dire quelle parole? In un viaggio nei secoli, due vite si sfiorano e si amano… E al tempo non resta che piegarsi al loro amore per farli rincontrare. Ieri, oggi e per sempre.
Con “Il mistero del sogno nel tempo” Valentina Cardellini arriva al cuore dei lettori con la delicatezza di una piuma ripercorrendo la vita di due anime che si rincorreranno per l’eternità alla ricerca dell’altra. Con il suo stile leggero e fluido, l’autrice ha saputo creare un’atmosfera surreale, onirica e magica in grado di trasportare la propria immaginazione in un mondo dove la vera Storia s’intreccia amabilmente con quella inventata di Miro e Lavinia.
 
 
L’autrice
 
Valentina Cardellini è nata a Bologna nel 1990. Scrive sin da bambina ed è appassionata da sempre alla Letteratura, alla Pittura e all’Arte in genere, nonostante abbia scelto un percorso di studi differente iscrivendosi dapprima al Liceo scientifico e successivamente alla Facoltà di Giurisprudenza. Negli anni si dedica soprattutto alla Narrativa per ragazzi e alla Poesia, ma soltanto nel 2012 inizia a cimentarsi nella scrittura di racconti per partecipare a iniziative letterarie promosse sul territorio nazionale. “Il mistero del sogno nel tempo” è il suo primo vero romanzo d’esordio.
 
 
Per saperne di più
 
La pagina web della casa editrice Elister Edizioni dedicata al romanzo:
 
La pagina web della casa editrice Elister Edizioni dedicata all’autrice: